FIRENZE – La strada della Toscana verso il biologico segna un altro passo significativo. Grazie al riconoscimento, da parte della Regione, del Distretto biologico del territorio fiorentino presentato oggi a Firenze. L’accordo sarà ora trasmesso al Ministero dell’agricoltura per ottenere il riconoscimento formale, il risultato di un percorso di facilitazione sostenuto da Fondazione CR Firenze, che ha messo insieme le aziende dei Comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci con il coordinamento della Rete semi rurali e delle pubbliche amministrazioni. Insieme al presidente Eugenio Giani e all’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras c’erano Claudia Sereni, sindaco di Scandicci, il direttore della Rete semi rurali, Riccardo Bocci, la vicepresidente della Fondazione CR Firenze, Maria Olivia Scaramuzzi, Paola Galgani, vicesindaco di Firenze, Emanuele Caporaso e Francesca Tozzi, sindaco e assessore all’agricoltura di Lastra a Signa, il sindaco di Signa Giampiero Fossi e l’assessore al verde urbano del Comune di Scandicci, Saverio Mecca, in rappresentanza dei municipi firmatari dell’Accordo di distretto.
I distretti biologici rappresentano infatti il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodo biologico, sono 13 in totale quelli riconosciuti ed interessano 76 comuni, di cui 59 ricadenti nella cosiddetta Toscana diffusa e 5214 aziende agricole. Con l’approvazione della legge regionale 51 del 2019, la nostra è stata tra le prime Regioni in Italia a dare un segnale forte di attenzione verso la sostenibilità. A maggio si terrà il prossimo tavolo regionale dei distretti biologici. La legge regionale impone un vincolo: affinché il distretto nasca, almeno un terzo dei Comuni del territorio interessato deve aderire all’accordo; la norma obbliga le amministrazioni comunali a impegnarsi formalmente per adottare politiche attive mirate alla tutela dell’uso del suolo; la riduzione della produzione di rifiuti; la difesa dell’ambiente; la promozione delle produzioni biologiche e lo sviluppo dell’agrobiodiversità.
“L’agricoltura biologica – ha detto il sindaco di Lastra a Signa, Emanuele Caporaso – è una sfida impegnativa ma necessaria, e oggi più che mai abbiamo bisogno di rilanciarla con convinzione. In questi anni siamo riusciti a costruire una rete di agricoltori che hanno creduto in questo modello, ma adesso serve fare un salto di qualità. Il distretto può e deve diventare uno strumento per promuovere una cultura del cibo che aiuti a distinguere il valore del biologico rispetto alla produzione convenzionale, rendendo evidente l’impatto positivo che ha sull’ambiente, sulla salute e sulla dignità di chi lavora la terra. Inoltre, sono convinto che, grazie alla creazione del distretto, le aziende che ne faranno parte avranno una maggior capacità di attrarre finanziamenti europei”. “Sono convinto – ha aggiunto il sindaco di Signa, Giampiero Fossi – che questo intervento possa costituire una buona partenza. Adesso dobbiamo essere uniti e sapere che abbiamo fatto della strada, abbiamo concretizzato quelle che erano idee e valori, consci comunque che i passi da fare sono ancora tanti e numerosi. Ma riusciremo a farli perché la sinergia tra i comuni, unita all’attenzione della Regione, rappresentano una garanzia di successo di quello che ormai è ben più di un progetto. In tal modo lasceremo un segno importante nell’ambiente dei nostri territori, capace di andare oltre il valore squisitamente ambientale”.
Infine il presidente Giani: “Oggi presentiamo il 13mo Distretto, che ha particolare importanza: interessa un’area di oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole, mettendo in collegamento soggetti pubblici e privati e conferma per la Toscana il ruolo di leader a livello nazionale per la presenza di Distretti biologici. In questa iniziativa si manifesta il valore aggiunto del territorio che riesce a creare una sinergia tra Comuni, agricoltori e comunità locali, facendone un perno per le politiche condivise su base territoriale e regionale”.
