Lastra a Signa: il consiglio comunale dice sì al Piano operativo

LASTRA A SIGNA – Con 15 voti favorevoli e uno contrario è stato adottato nella seduta di ieri, martedì 9 aprile, del consiglio comunale il nuovo Piano operativo, che sostituisce il Regolamento urbanistico, completa gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica del Comune. I principi per lo sviluppo sostenibile contenuti nel Piano strutturale, recentemente varato, vengono finalmente tradotti in regole per gli interventi urbanistici ed edilizi e potranno dunque trovare la loro attuazione concreta.

“Il nuovo Piano operativo – si legge in una nota – costituisce un atto di fondamentale importanza per una comunità chiamata a definire le linee di sviluppo del proprio territorio; il Comune di Lastra a Signa lo ha redatto attraverso un lavoro articolato e complesso che ha visto coinvolti gli uffici comunali, vari professionisti e anche la cittadinanza tramite il processo partecipativo “Percorso Comune” che si è sviluppato negli scorsi anni interessando tutte le frazioni”.

Fra le novità introdotte dal Piano operativo, previsti 35 ambiti di trasformazione urbana che comprendono sia interventi di recupero di importanti porzioni di città che nuove edificazioni, tutti all’interno del territorio urbanizzato (tranne quello che riguarda il recupero del Convento di Santa Lucia); ciò significa che il Piano operativo “non prevede alcun consumo di suolo agricolo”. Prevista inoltre una fitta rete di percorsi pedonali e ciclabili che garantiranno una migliore accessibilità a luoghi strategici come la fermata ferroviaria, il parco fluviale dell’Arno e quello della Pesa. Sono previsti 23 nuovi parcheggi pubblici collocati in tutto il territorio comunale e in particolare in prossimità delle zone con maggiori problemi in tal senso. Complessivamente le aree per parcheggi passeranno da 4,75 mq/abitante a 5,58 mq/abitante con un incremento di oltre il 15%.

Sui temi ambientali il Piano operativo segna un vero e proprio punto di svolta: a tutti i 35 ambiti di trasformazione è richiesto di raggiungere almeno una classe energetica A1 con ulteriori “premi” per chi raggiungerà la miglior classe energetica ovvero la A4. Ancora, per tutte le trasformazioni rilevanti sono richieste delle compensazioni per migliorare l’abitabilità urbana e per molti la compensazione prevede la partecipazione economica a un progetto di forestazione urbana che consentirà la piantumazione di oltre 800 alberi con un assorbimento di CO2 di circa 55 tonnellate nel corso di validità del Piano operativo.

Anche sul fronte del rischio alluvioni il Piano operativo contiene importanti novità: si è finalmente potuta pianificarne una concreta gestione del rischio. La nuova legge regionale prevede infatti ampie possibilità di intervento sugli edifici esistenti in aree soggette a rischio alluvioni nella convinzione, condivisa e pienamente recepita dal Piano operativo, che sia più fruttuoso incentivare interventi di messa in sicurezza degli edifici esistenti piuttosto che mantenere un regime di divieti incapaci di ridurre l’esposizione al rischio. Ciò non toglie, ovviamente, che in aree a pericolosità idraulica molto elevata non si possano più prevedere nuove edificazioni, così come ovviamente non ne ha previste il Piano operativo. Nel nuovo Piano operativo inoltre, per la prima volta, la riduzione dell’impronta ecologica (la carbon footprint) diventa una vera e propria regola conformativa a cui tutte le trasformazioni dovranno dedicare la giusta attenzione e le giuste risorse.

“Il documento ha compiuto infine una messa a sistema delle numerosissime normative intervenute (dal Piano paesaggistico alla legge regionale sul governo del territorio, dalla nuova legge sulla gestione del rischio alluvioni al nuovo regolamento regionale di unificazione dei parametri urbanistici ed edilizi), una sostanziale semplificazione delle discipline di tutela degli edifici di interesse storico (che passano da 32 a 4 diverse norme). La fase successiva all’adozione sarà il necessario confronto con la cittadinanza, la Regione, la Città Metropolitana e la Soprintendenza per arrivare alla definitiva approvazione del Piano”.