SESTO FIORENTINO – Le Mamme no inceneritore replicano al neo segretario del Pd sestese, Alessandro Baldi.
“Siamo d’accordo – aveva detto nei giorni scorsi il segretario (qui il link) – che bisogna agire a monte del problema per quanto riguarda la produzione dei rifiuti. L’impegno è quello di spingere il più possibile per ridurre la produzione dei rifiuti e incrementare le differenziata che non va in contrasto con la chiusura del ciclo dei rifiuti”.
“Leggiamo con molta soddisfazione – scrive in una nota l’associazione Mamme no inceneritore – che quelli che un tempo erano tabù per il Pd locale sono diventate adesso questioni reali di cui si può parlare: rifiuti zero e l’opzione di fare marcia indietro sulla costruzione dell’inceneritore. Per quanto riguarda l’affermazione di Baldi, implicita, che l’inceneritore è necessario osserviamo che Capannori e Treviso hanno una raccolta differenziata alta e virtuosa (75% e 86% rispettivamente) perché hanno l’obbiettivo di rafforzare un modello di gestione rifiuti orientato alla riduzione e al riciclo piuttosto che allo smaltimento”.
Secondo le Mamme no inceneritore le amministrazioni della nostra area puntano ad arrivare al 70% di raccolta differenziata, ma sembra difficile da raggiungere: al momento a Firenze i dati sono circa al 45% e al 52% per la provincia. “Occorre inoltre ricordare che, anche nell’ipotesi ottimistica di riuscire a differenziare il 70% dei rifiuti, la percentuale di scorie tossiche prodotte dall’inceneritore sarebbe del tutto analoga al residuo inerte, non tossico, che rimarrebbe dopo una seria raccolta differenziata porta a porta e un ulteriore, moderno trattamento meccanico-biologico a freddo della parte indifferenziata”.
Le Mamme no inceneritore concludono infine sulla questione delle penali per la mancata realizzazione dell’impianto, ricordata da Baldi. “Forse si ignora – chiudono – che la Città Metropolitana può tornare sui suoi passi senza il cappio delle penali, essendo l’impianto di Sesto-Firenze in palese contrasto con il pubblico interesse, economico, sanitario e ambientale”.
