Nicol, campionessa di scherma: in pedana e nella vita con passione e grinta

LASTRA A SIGNA – Voglia di imparare, tanta grinta e passione per la scherma: Nicol Foietta, 24enne lastrigiana, ha conquistato l’argento in squadra alle ultime Universiadi estive a Napoli di luglio ed è attualmente al sesto posto nel ranking italiano. Un anno di soddisfazioni in pedana, il 2019, per la giovane atleta della Chiti scherma Pistoia: a gennaio ha guadagnato un bronzo individuale ai mondiali a La Havana. Nel 2018 non era certo stata a guardare, con un primo posto a squadre ai campionati europei under 23 e un terzo posto individuale ai Giochi del Mediterraneo.

Ma non c’è solo la scherma nella vita di Nicol: nel cassetto c’è anche una laurea in Scienze motorie all’Università di Firenze, facoltà che sta ancora frequentando per conseguire la laurea magistrale. Insomma, tanta energia e voglia di imparare, sia in pedana sia nella vita di tutti i giorni.

Un giudizio sul recente risultato alle Universiadi 2019? Soddisfatta?

Sono contenta per queste Universiadi anche se volevo qualcosa di più dalla gara individuale, viste le sensazioni positive che avevo percepito fin dall’inizio della gara. Ero numero uno dopo i gironi, mi sentivo bene per questo non è stato facile buttar giù l’aver perso 14-15 per entrare nel tabellone delle prime 8. Sono stata molto contenta dell’argento in gara a squadre, abbiamo fatto una gara molto bella io e le mie compagne non mollando mai. Abbiamo affrontato tutti gli assalti con la giusta mentalità, c’è dispiaciuto tanto non essere riuscite a riprendere completamente in mano l’assalto in finale, ma individuati gli errori dopo ci siamo godute il risultato.

Da quanti anni pratica la scherma e perché ha intrapreso questa carriera? È stato difficile arrivare a questo livello?

Ho iniziato scherma nel 2007, quindi sono 12 anni di rapporto “amore e odio” con la scherma. Prima facevo nuoto con un’amica, abbiamo smesso insieme e lei mi ha chiesto di provare scherma, alla fine lei non fece nemmeno la prova e invece io non ho più smesso.

Quali sono i prossimi obiettivi?

Mi piace l’idea di raggiungere micro obiettivi, partire da avere con continuità input positivi sulla pedana e, da lì, fare sempre meglio una gara dopo l’altra fino ad avere la possibilità di giocarmi determinate competizioni, un po’ per scaramanzia non mi espongo. Arrivare a questo livello non è stato facile, da quando ho iniziato non ho mai smesso di allenarmi e di lavorare su di me sia fisicamente che mentalmente (e ancora di strada ne ho da fare). Bisogna essere disposti a fare dei sacrifici ed essere pronti a metterti in gioco come persona e come atleta, cosa che può sembrare scontata ma che non lo è, e fare tutto questo dandoti però anche dei momenti di pausa e viverti l’età che hai, per ricaricarti e andare avanti.

Consiglia ai giovani di praticare questo sport?

Consiglierei questo sport: personalmente mi ha aiutata tanto a crescere come persona e tuttora non smetto di imparare e cercare di migliorare me stessa, per riuscire a togliermi delle soddisfazioni ho dovuto lottare prima di tutto con me e poi con l’avversaria. E poi ti dà la possibilità di conoscere tante persone di tanti posti diversi, alcune delle quali possono diventare veri amici e questo è importante nella vita.