“Note d’inverno”: tre Comuni, tre filarmoniche in concerto ad Artimino sabato 21 febbraio

CARMIGNANO – Sono “Note d’inverno” quelle che nel pomeriggio (alle 16) di sabato 21 febbraio, atto finale del lungo e ricco ciclo di eventi natalizi e invernali “Dall’Ambra all’Ombrone”, si diffonderanno dal Centro didattico polifunzionale di Artimino, per rinnovare e suggellare il patto tra i Comuni di Carmignano, Poggio a Caiano e Signa e riunire, […]

CARMIGNANO – Sono “Note d’inverno” quelle che nel pomeriggio (alle 16) di sabato 21 febbraio, atto finale del lungo e ricco ciclo di eventi natalizi e invernali “Dall’Ambra all’Ombrone”, si diffonderanno dal Centro didattico polifunzionale di Artimino, per rinnovare e suggellare il patto tra i Comuni di Carmignano, Poggio a Caiano e Signa e riunire, nello stesso concerto, le filarmoniche dei tre territori, tutte dedicate a Giuseppe Verdi, a celebrare anche il 125° anniversario della sua scomparsa. L’unione delle tre amministrazioni, unificate nel nome della musica e di una rassegna che, a detta di tutti, “ha avuto grande successo”, ha fatto da filo conduttore della presentazione dell’appuntamento di sabato prossimo, avvenuta nella sala consiliare del Comune di Carmignano, da parte di Luca Allegri, consigliere comunale di Signa, Piero Baroncelli, assessore alle attività produttive di Poggio a Caiano, e Dario Di Giacomo, assessore allo sviluppo economico di Carmignano.

Protagoniste le bande di Bacchereto (Carmignano), Poggio a Caiano e Signa, rappresentate dai rispettivi capi banda, Filippo Grassi, Massimo Conti e Alessandro Tei, che nei loro interventi hanno sottolineato “il valore della musica bandistica, troppo speso non adeguatamente considerata, espressione più genuina anche della storia e delle tradizioni dei rispettivi territori”, che rivivranno nei repertori che ognuna delle tre filarmoniche presenterà ad Artimino: la “Verdi” di Bacchereto, “in un momento che sarà di unione di un medesimo linguaggio musicale” (Grassi), spazierà dai tradizionali brani per banda a spartiti più moderni, comprese colonne sonore di film; la “Verdi” di Poggio a Caiano, “per questo significativo evento speciale che dà importanza alla musica bandistica” (Conti), si muoverà sul solco della pura eredità filarmonica; la “Verdi” di Signa, “che ha appena festeggiato il suo 202° anno di nascita” (Tei), inizierà, come sempre, con un proprio pezzo per poi variare su arie note di musica popolare fiorentina. Tre diversi repertori che poi confluiranno nell’esecuzione comune dell’inno nazionale. Quasi superfluo sottolineare come le tre bande abbiano manifestato anche l’orgoglio di essere state chiamate ad esibirsi per quello che rappresenta la scena ultima della stagione invernale “Dall’Ambra all’Ombrone”, che ogni anno sceglie, uno dei tre Comuni, quale sfondo scenografico per «un progetto da rinverdire ed estendere» nelle parole dei rappresentanti delle amministrazioni di Carmignano, Poggio a Caiano e Signa.

“Sono stato contento – ha detto Allegri – quando il sindaco Fossi mi ha chiesto di rappresentarlo. Sono anche un imprenditore turistico e questa manifestazione che unisce i tre territori ha un valore che li trascende, anche da un punto di vista turistico, perché può essere di richiamo non solo per quest’area, ma anche per la Toscana e oltre.  Può rappresentare un’alternativa anche all’over turismo di Firenze”. “Un cartellone vasto e articolato. Le tre amministrazioni, i tre territori, – ha aggiunto Baroncelli – hanno messo in mostra le loro specificità, i loro caratteri originali, in un’offerta molto ricca che ha valorizzato e valorizza le nostre realtà locali. Un’esperienza ben riuscita, e che siamo ben lieti di aver intrapreso”. “Speriamo di poter estendere anche ad altri Comuni, e ad altre realtà, quella che si è dimostrata un’intuizione felice: mettere insieme, in un unico cartellone, non solo le nostre tradizioni, le nostre iniziative, ma anche in nostri spazi e i nostri luoghi pubblici, come il Centro polivalente di Artimino per il concerto finale. Una struttura aperta da poco, ma che già è salita all’attenzione anche per la sua collocazione”, ha concluso Di Giacomo.