Nuovo liceo in via del Giglio, Gandola: “Progetto tramontato, nessuno ha avuto il coraggio di dirlo ai cittadini”

CAMPI BISENZIO – “Il nuovo polo scolastico della Piana in via del Giglio, presentato come una grande opportunità per Campi Bisenzio e per centinaia di famiglie, è ormai un progetto sostanzialmente tramontato. Dopo quasi cinque anni dalla firma del protocollo d’intesa del novembre 2021, scopriamo che l’opera costerebbe oltre 32 milioni di euro, che non […]

CAMPI BISENZIO – “Il nuovo polo scolastico della Piana in via del Giglio, presentato come una grande opportunità per Campi Bisenzio e per centinaia di famiglie, è ormai un progetto sostanzialmente tramontato. Dopo quasi cinque anni dalla firma del protocollo d’intesa del novembre 2021, scopriamo che l’opera costerebbe oltre 32 milioni di euro, che non ci sono le risorse per realizzarla e che perfino le previsioni sulla popolazione scolastica ne mettono in discussione la necessità. Eppure nessuno, in tutti questi anni, ha avuto il coraggio di metterci la faccia e spiegare pubblicamente ai cittadini che quella promessa non aveva più prospettive concrete”. A dirlo è Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra, dopo la risposta ricevuta in Consiglio comunale all’interrogazione presentata per conoscere lo stato di attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto il 26 novembre 2021 da Città Metropolitana di Firenze, Regione Toscana, Ufficio scolastico regionale, Comune di Campi Bisenzio e Conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione.

L’accordo prevedeva la realizzazione di un nuovo polo scolastico superiore destinato ad accogliere circa 900 studenti, con indirizzi liceali, tecnici e professionali, laboratori avanzati e spazi moderni. Un intervento presentato come strategico per ampliare l’offerta formativa della Piana fiorentina e ridurre gli spostamenti quotidiani di centinaia di ragazzi verso Firenze e gli altri Comuni. “Ricordiamo tutti gli annunci, le dichiarazioni e le grandi aspettative che accompagnarono quel progetto, – ha aggiunto Gandola – si parlava di un nuovo liceo, di un investimento fondamentale per il futuro dei nostri giovani, di un’opera destinata a cambiare il panorama scolastico della Piana. Oggi, a distanza di anni, la realtà è ben diversa. Non esiste un progetto esecutivo, non ci sono finanziamenti disponibili e non esiste alcun cronoprogramma per l’avvio dei lavori. Quello che era stato presentato come un impegno concreto è diventato, nei fatti, un progetto accantonato”.

Dalla risposta dell’amministrazione, continua Gandola, “è emerso che il gruppo di lavoro costituito dopo la firma del protocollo ha portato alla redazione di uno studio di fattibilità, dal quale è scaturita una previsione di spesa superiore ai 32 milioni di euro. Una cifra che, secondo la giunta, rende particolarmente complessa la realizzazione dell’intervento. A questo si aggiungono le nuove valutazioni sull’andamento della popolazione scolastica, che hanno spinto la Città metropolitana e il Comune a riconsiderare le dimensioni e l’effettiva necessità dell’opera. Nel frattempo, la priorità individuata dalla Città metropolitana è diventata l’ampliamento dell’attuale istituto Agnoletti, attraverso un investimento di 3 milioni e 200mila euro per la realizzazione di dieci nuove aule e di un auditorium. Un intervento già inserito nella programmazione delle opere pubbliche metropolitane, con la progettazione in corso e una prospettiva di realizzazione nell’arco di due o tre anni”. E ancora: “Ben vengano nuovi investimenti sull’Agnoletti e ogni intervento capace di migliorare concretamente gli spazi scolastici a disposizione dei nostri ragazzi – ha precisato il capogruppo – su questo vigileremo con attenzione, affinché anche questi nuovi impegni non rimangano soltanto sulla carta. Ma non si può far finta che si tratti della stessa cosa. Un ampliamento da 3,2 milioni di euro non equivale alla realizzazione di un nuovo polo scolastico da 900 studenti. Sono due progetti profondamente diversi, per dimensioni, ambizioni e ricadute sul territorio”. 

“La giunta sostiene formalmente che l’intervento non sia stato cancellato, ma che potrebbe essere rimodulato sulla base delle nuove esigenze scolastiche, – ha concluso Gandola – tuttavia, tra un costo superiore ai 32 milioni, l’assenza di finanziamenti, il calo previsto della popolazione studentesca e la scelta di investire sull’Agnoletti, appare evidente che il progetto originario sia ormai finito su un binario morto. Si abbia almeno il coraggio di dirlo apertamente. Campi Bisenzio non ha bisogno di promesse destinate a rimanere nei cassetti, ma di scelte concrete, finanziamenti certi e risposte vere per il futuro dei suoi giovani”.