Pd: “Viabilità a Poggio a Caiano: basta fumo negli occhi. Non hanno una visione della città e questo è il risultato”

POGGIO A CAIANO – E’ un “ping pong” senza fine quello in corso a Poggio a Caiano in merito alla viabilità nel comune mediceo. Una partita che, da quello che possiamo vedere, sembra essere lontana dalla sua conclusione e che vede scendere in campo i rispettivi “giocatori”, i vari schieramenti politici, sempre più motivati. A […]

POGGIO A CAIANO – E’ un “ping pong” senza fine quello in corso a Poggio a Caiano in merito alla viabilità nel comune mediceo. Una partita che, da quello che possiamo vedere, sembra essere lontana dalla sua conclusione e che vede scendere in campo i rispettivi “giocatori”, i vari schieramenti politici, sempre più motivati. A tornare sull’argomento è oggi il Pd poggese che, “in risposta ai recenti e pretestuosi comunicati di Forza Italia e Fratelli d’Italia”, vuole “riportare la discussione sui binari della realtà dei fatti, eliminando tutta la propaganda che tenta di nascondere un fallimento amministrativo senza precedenti. È inaccettabile che la destra, comunale e non, parli di “confronto” quando il sindaco Palandri ha brillato esclusivamente per la sua totale assenza. In questi anni non è mai stata convocata un’assemblea pubblica sul tema della viabilità e il primo cittadino, pur ripetutamente invitato, ha sistematicamente disertato ogni incontro organizzato dalle altre forze politiche o dai cittadini. Governare chiusi nelle stanze del potere, rifiutando il dialogo con la cittadinanza, non è “buona amministrazione”, è arroganza”.

“Ci rendiamo conto che il ritorno del senso unico su via Vittorio Emanuele certificherà il completo fallimento dell’operato della giunta Palandri, che, a quasi tre anni dall’insediamento, vede crollare tutto l’azzardato castello costruito sulla viabilità. Questa disfatta è la conseguenza di una completa mancanza di una visione per la città, visto, fra l’altro, che gli unici interventi che, ad oggi, hanno la prospettiva di essere realizzati sono quelli pensati ed impostati dalle precedenti amministrazioni: dal rifacimento del campo sportivo alla realizzazione della pista ciclabile che dalle Scuderie Medicee porta verso Comeana e prevede la riqualificazione dell’area che attraverserà. E’ la dimostrazione che chi basa la propria azione sulla distruzione di quello che è stato fatto in precedenza ha buone possibilità di produrre macerie”.

E ancora: “Di fronte a questo tracollo sindaco, vicesindaca, partiti che li sostengono sono andati all’attacco scagliandosi contro i nemici di turno: la sinistra, i cittadini che hanno fatto ricorso, il presidente della Provincia: è inaccettabile; a questi ultimi vanno il nostro rispetto, la nostra stima e la nostra solidarietà. Se il Tar ha reso nulla l’ordinanza con cui è stato reintrodotto il doppio senso, non è colpa dei cittadini: è perché quell’ordinanza era totalmente illegittima. Se il sindaco ha peggiorato la situazione, scegliendo di fare ricorso al Consiglio di Stato e ottenendo una bocciatura ancora più severa e definitiva, nella forma e nella sostanza, è solo colpa sua. Se la Provincia, come bene e ampiamente spiegato dal suo presidente, ripristinerà la viabilità preesistente, lo farà per ottemperare alla sentenza, nel rispetto della legalità e del diritto dei cittadini: questo ci si aspetta dalle istituzioni; è grave che questo rispetto e questo senso istituzionale manchino alla nostra amministrazione comunale”. 

“Forse, per mascherare il proprio insuccesso, – concludono – gli esponenti di centrodestra vanno alla ricerca di una rivincita, con il tiro al bersaglio nei confronti del presidente della Provincia, prendendo di mira la revoca del nulla osta al doppio senso su Ponte al Mulino, che viene richiesto, fra l’altro, come possibile soluzione a situazioni d’emergenza: perché non dire, invece, che la sentenza indica chiaramente che il senso unico deve essere mantenuto? Perché non tenere conto che il Consiglio di Stato fa capire che le scelte vanno fatte a seguito di una seria analisi dei dati e non per perseguire un facile consenso? Perché non considerare che in situazioni di criticità, per esempio per rischio idraulico, Ponte al Mulino è il primo a essere chiuso? Utilizzare la paura per giustificare scelte tecniche bocciate dai tribunali è un atto di sciacallaggio politico. Quello del traffico è un problema serio e va affrontato con serietà e competenza: come forze politiche e amministratori del centrosinistra da anni stiamo collaborando alla prospettiva del Ponte alla Nave che può, davvero, portare alla riduzione del traffico (in particolare, quello di attraversamento) nel centro storico: perché il centrodestra su quest’opera non dice una parola?”.