“Piazza virutuale”: la Cgil Firenze apre il dibattito per la Fase 2 del Covid-19

FIRENZE – Parlare del futuro, del dopo-Covid-19, in una “piazza virtuale” ad allestirla la Cgil Firenze spiegando che “Piazza virtuale”, sarà il nome della campagna che partirà la prossima settimana. “Ospiteremo nei nostri canali della pagina Facebook Cgil Firenze e del sito (cgilfirenze.it, all’interno del banner “Piazza virtuale” in homepage) – si legge in una […]

FIRENZE – Parlare del futuro, del dopo-Covid-19, in una “piazza virtuale” ad allestirla la Cgil Firenze spiegando che “Piazza virtuale”, sarà il nome della campagna che partirà la prossima settimana. “Ospiteremo nei nostri canali della pagina Facebook Cgil Firenze e del sito (cgilfirenze.it, all’interno del banner “Piazza virtuale” in homepage) – si legge in una nota della Cgil Firenze – due appuntamenti ricorrenti. Da una parte, con la segretaria generale Paola Galgani, svolgeremo e svilupperemo, in diretta video sul social network, un dialogo con i sindaci del nostro territorio metropolitano fiorentino (tra cui quello della Città metropolitana), rivolgendo a ognuno di loro, uno alla settimana, alcune domande su come intendono affrontare questa crisi e le questioni più ‘calde’ del proprio Comune, e su come intendono collaborare e impegnarsi con le proposte del sindacato (a breve comunicheremo il calendario dei dialoghi). Dall’altra daremo spazio sul nostro sito, sulle singole questioni degne di approfondimento, agli interventi e ai contributi di studiosi e attori sociali che sono chiamati, assieme alla politica, a partecipare all’imponente sforzo di ricostruzione collettivo che ci attende e a cui non possiamo mancare (il primo intervento, firmato da Simone Fana di Jacobin Italia sul tema dei modelli di sviluppo, sarà online lunedì 20 aprile). Per inviare contributi, scrivere a [email protected] Sempre nella solita sezione del sito, sarà archiviato anche il materiale dei dialoghi coi sindaci”.

Per la Cgil Firenze l’uscita dalla crisi si deve fare “non attraverso una ulteriore avanzata del peso della rendita ma con produzione e lavoro di qualità. La rendita produce la progressiva marginalizzazione del valore prodotto dal lavoro e impoverisce la diversificazione e il potenziale di innovazione del nostro territorio a favore di soluzioni semplici che non ridistribuiscono la ricchezza, mortificando la vivacità delle nostre città e la possibilità di emancipazione e progresso sociale dei nostri cittadini. Dobbiamo invece uscire da questa crisi con una concezione che sappia mettere al centro ciò che caratterizza, come risorsa primaria, il nostro territorio, che ha la sua forza principale nell’essere diversificato nella produzione di valore e nella qualità diffusa che i lavoratori sanno esprimere. Noi abbiamo un sistema produttivo incredibilmente diversificato e disseminato di eccellenze diffuse. Dobbiamo rafforzare assieme un modello di territorio polivalente, policentrico, che sappia interconnettere  tutte le sue parti con eguale dignità e che sappia valorizzare tutti i settori che assieme concorrono a costruire un alto tasso di qualità sociale, di conoscenza e cultura diffuse, di offerta produttiva di eccellenza e di lavoro di qualità. Le risorse che dobbiamo sforzarci di coltivare con coraggiose scelte conseguenti sono inclusione sociale, conoscenze diffuse, lavoro di qualità”.