PRATO – “Le dichiarazioni del segretario del Partito Democratico di Prato sulla natura “sistemica” dello sfruttamento lavorativo e dell’illegalità nella filiera produttiva contengono una verità che il Pd stesso, per anni, ha evitato di affrontare fino in fondo. Se, come oggi afferma il Pd, non si è mai trattato di un fenomeno isolato ma di un sistema interconnesso che coinvolge intere filiere, allora è legittimo chiedersi perché chi ha governato Prato per decenni non abbia agito prima, con la necessaria determinazione politica e amministrativa”: lo dice Pierluigi Couzzi, segretario provinciale del Partito Liberaldemocratico – Prato (a destra nella foto), che poi aggiunge: “Riconoscere oggi che “la politica doveva capire prima” equivale a un’ammissione grave: il problema era noto, ma è stato sottovalutato, tollerato o rinviato. Il Partito Liberaldemocratico respinge con forza il tentativo di trasformare una lunga stagione di governo locale in una generica “corresponsabilità di tutti”. La corresponsabilità non può diventare un alibi per diluire le responsabilità di chi aveva gli strumenti, il potere e il tempo per intervenire”.
“Legalità, diritti e competitività – aggiunge – non si costruiscono con patti simbolici o dichiarazioni tardive, ma con regole chiare e applicabili, controlli efficaci e costanti, e una pubblica amministrazione che non chiude gli occhi di fronte alle distorsioni del sistema produttivo. Le imprese sane e i lavoratori onesti di Prato hanno pagato per anni il prezzo di un modello ambiguo, mentre la politica locale preferiva raccontare l’eccellenza del distretto senza affrontarne le contraddizioni. Oggi il Pd parla di “rigenerazione” e di “nuovo modello europeo”. Ma non può esserci rigenerazione senza una seria assunzione di responsabilità sul passato. Prato non ha bisogno di lezioni morali né di slogan pre-elettorali. Ha bisogno di una politica capace di dire cosa non ha funzionato, perché non è stato fatto prima e cosa si intende fare di diverso, davvero, da domani”.
