Polizia locale della Provincia di Prato: tutti i numeri del 2025. Con un encomio speciale per tre agenti

PRATO – Presentata, preso la sede della Provincia, l’attività svolta dalla Polizia locale della Provincia di Prato nel 2025. Appuntamento a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, il comandante Michele Pellegrini e gli agenti del Corpo. Quello ci siamo lasciati alle spalle, infatti, è stato un anno caratterizzato da un impegno costante […]

PRATO – Presentata, preso la sede della Provincia, l’attività svolta dalla Polizia locale della Provincia di Prato nel 2025. Appuntamento a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, il comandante Michele Pellegrini e gli agenti del Corpo. Quello ci siamo lasciati alle spalle, infatti, è stato un anno caratterizzato da un impegno costante e capillare da parte della Polizia locale provinciale, con interventi che hanno interessato i principali ambiti di competenza: dalla tutela ambientale al controllo dell’attività ittico-venatoria, dalla vigilanza sul Codice della strada alle attività di Polizia giudiziaria, anche su delega della Procura della Repubblica.

Il servizio di vigilanza è stato garantito attraverso ordini di servizio quindicinali, articolati su turni mattutini e pomeridiani, con l’attivazione di servizi notturni in base alle segnalazioni ricevute e alle attività programmate. “Il 2025 ha rappresentato un anno di lavoro intenso e continuativo – ha detto il comandante Pellegrini – con un’attenzione particolare alle attività di prevenzione e controllo, soprattutto nelle aree extraurbane. I dati illustrati oggi testimoniano l’impegno quotidiano degli agenti nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Il potenziamento dell’organico, reso possibile negli ultimi anni, ha inciso in maniera significativa sull’aumento delle attività svolte”. Nel corso dell’anno, quindi, sono stati 211 gli interventi/accertamenti, a seguito di segnalazioni provenienti da cittadini e da altri enti o Corpi di Polizia, pervenute tramite il numero di pronto intervento (337 317977, attivo dalle 7 alle 19) o attraverso il sito Internet dedicato. “La Polizia locale della Provincia di Prato – ha aggiunto Pellegrini – si è confermata un punto di riferimento per i cittadini, in particolare per le problematiche legate alla tutela ambientale e alla salvaguardia della fauna selvatica”.

Nel dettaglio, nel 2025 sono state trasmesse alla Procura della Repubblica 103 informative, di cui 61 comunicazioni di notizia di reato e 42 indagini delegate dall’Autorità giudiziaria. Complessivamente sono stati contestati 116 reati e denunciate 49 persone, con un incremento rispetto all’anno precedente. Le attività hanno riguardato prevalentemente la gestione illecita dei rifiuti, il bracconaggio e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Elevate 488 sanzioni amministrative, in diminuzione rispetto al 2024. Di queste, 437 hanno riguardato violazioni al Codice della strada, mentre le restanti si suddividono tra rifiuti, caccia, pesca, tutela degli animali, raccolta funghi e attività fuoristrada. Particolare rilievo ha avuto l’attività di sequestro di attrezzature vietate per la caccia e la pesca: 4 mezzi sequestrati, tra cui un apparecchio acustico per il richiamo degli uccelli e un tramaglio per la cattura di fauna ittica, 21 munizioni da caccia, 5 armi illegalmente detenute, 105 animali selvatici e domestici e 4 aree utilizzate per attività illecite di gestione dei rifiuti.

L’attività di controllo è stata rivolta inoltre alla tutela del patrimonio faunistico e ittico, con particolare attenzione alle aree vietate alla caccia e alle specie protette. Sono state accertate 32 violazioni amministrative delle normative statali, regionali e provinciali. Nel 2025 si registra una diminuzione dei reati in ambito venatorio, con 7 infrazioni accertate rispetto alle 11 dell’anno precedente. Nel corso del 2025 l’attività di tutela ambientale ha rappresentato uno degli ambiti prioritari. L’azione di contrasto all’abbandono e alla gestione illecita dei rifiuti ha portato all’individuazione di numerose irregolarità, con 10 sanzioni amministrative e 61 reati contestati (quasi il doppio rispetto all’anno precedente) e al conseguente sequestro di aree e aziende contenenti rifiuti. Di particolare importanza i controlli sulle aziende produttrici di scarti tessili, svolti anche grazie alla rinnovata convenzione con Alia: 48 le aziende ispezionate, con riscontro di violazioni amministrative e penali. Rientrano nelle attività ambientali anche i controlli sui veicoli abbandonati su aree private: nel 2025 sono stati gestiti 24 casi.

Costante anche l’impegno nella tutela degli animali. Nel corso dell’anno sono stati segnalati 7 casi di presunto avvelenamento, uno dei quali, nel Comune di Carmignano, ha dato esito positivo alle analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Firenze. Sono state accertate infine 9 violazioni penali tra cui 6 detenzioni di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, 2 casi di maltrattamenti e 1 caso di getto pericolo di cose e comminate nove sanzioni amministrative. Sono state accertate 437 violazioni al Codice della strada (86 in meno rispetto all’anno precedente), con la decurtazione complessiva di 86 punti e il ritiro di 4 patenti per recidiva. Il dato è determinato anche grazie all’attivazione degli impianti semaforici T-Red sulle strade provinciali, finalizzati a migliorare la sicurezza della circolazione.

Al termine il presidente Calamai ha assegnato uno speciale riconoscimento ad alcuni agenti del Corpo per il loro impegno e dedizione. In particolare Martino Niccolai e Cristina Chiavacci hanno ricevuto un encomio per aver condotto una complessa attività di Polizia Giudiziaria che ha portato alla scoperta di un canile abusivo dove erano detenuti 98 cani di varie razze (prevalentemente Barboncini Toy) in condizioni incompatibili con la propria natura. A Roberto Panzi è stato conferito un encomio per un importante intervento svolto a tutela dell’ambiente, in località I Lecci, che ha portato al sequestro penale del lago degli Alcali, per una superficie di circa 2 ettari, dove veniva svolta una gestione abusiva di rifiuti ed una combustione illecita di rifiuti, anche pericolosi.