Ponte al Molino, Forza Italia: “Riaprire il doppio senso di marcia, la Provincia si attivi: basta stallo”

PRATO – “La vicenda della viabilità a Poggio a Caiano assume contorni sempre più paradossali. Con la recente decisione del Consiglio di Stato che impone il senso unico su via Vittorio Emanuele II, il Comune mediceo si trova oggi con una mobilità fortemente penalizzata. Eppure, una soluzione rapida ed efficace esisterebbe, ma giace inspiegabilmente nei […]

PRATO – “La vicenda della viabilità a Poggio a Caiano assume contorni sempre più paradossali. Con la recente decisione del Consiglio di Stato che impone il senso unico su via Vittorio Emanuele II, il Comune mediceo si trova oggi con una mobilità fortemente penalizzata. Eppure, una soluzione rapida ed efficace esisterebbe, ma giace inspiegabilmente nei cassetti della Provincia di Prato”: a dirlo sono l’onorevole Erica Mazzetti, responsabile dipartimento lavori pubblici Forza Italia, e Lorenzo Santi, consigliere provinciale a Prato.

“Ci riferiamo al Ponte al Molino. Tutte le perizie tecniche – aggiungono – hanno confermato l’idoneità della struttura al doppio senso di marcia, con la sola accortezza di un semaforo intelligente per i mezzi pesanti. Nonostante questo, il presidente Calamai persiste in un atteggiamento dilatorio che appare sempre più dettato da logiche politiche, non certo da motivazioni tecniche. Questo stallo non è più tollerabile. La riapertura del doppio senso sul Ponte al Molino non rappresenta solo un miglioramento del traffico quotidiano, ma una necessità prioritaria per la sicurezza dei cittadini di Poggio a Caiano. In caso di emergenza, pensiamo a un’alluvione o a un intervento urgente di soccorso, la mancanza di vie di fuga alternative verso Prato potrebbe avere conseguenze drammatiche”.

“Chiediamo pertanto con forza al presidente della Provincia – concludono – di mettere da parte ogni pregiudizio ideologico e di ascoltare finalmente i propri uffici tecnici. Il nullaosta per il doppio senso deve arrivare immediatamente. Poggio a Caiano e la sua comunità non possono più aspettare”.