Scarpette blu in solidarietà con le donne afghane nella giornata contro la violenza

SESTO FIORENTINO – Un “atto creativo”, ma ancor di più un grido di dolore e di denuncia che unisce le quarantacinque Città della Ceramica: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Sesto Fiorentino aderisce all’iniziativa “Scarpette blu” in solidarietà con le donne afghane. Un paio di scarpette blu in […]

SESTO FIORENTINO – Un “atto creativo”, ma ancor di più un grido di dolore e di denuncia che unisce le quarantacinque Città della Ceramica: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Sesto Fiorentino aderisce all’iniziativa “Scarpette blu” in solidarietà con le donne afghane. Un paio di scarpette blu in ceramica, realizzate da Arteforma srl, resteranno esposte nei prossimi giorni all’ingresso del Palazzo comunale e in biblioteca, declinando in maniera diversa ma drammaticamente attuale il significato delle scarpette rosse, simbolo contrasto alla violenza di genere.

“Siamo grati all’azienda Arteforma che ha realizzato e donato all’amministrazione comunale queste scarpette in ceramica, – afferma l’assessore alle attività produttive Claudia Pecchioli – è fondamentale che l’impegno su temi lontani nello spazio, ma drammaticamente vicini sia patrimonio condiviso per tutta la nostra comunità”.

L’iniziativa si aggiunge alla campagna “La violenza ha varie forme” promossa dall’amministrazione comunale e alle iniziative in programma dal 25 novembre al 4 dicembre, tra cui lo spettacolo “Chi difende Margherita?” con Gaia Nanni (25 novembre, Biblioteca Ragionieri) e la presentazione del libro di Laura Boldrini “Questo non è normale” (26 novembre, Libreria Rinascita).

“Abbiamo scelto lo slogan ‘La violenza ha varie forme’ perché la giornata del 25 novembre sia occasione di riflessione sui tanti tipi di violenza di cui le donne sono vittime, – afferma la consigliera delegata alle pari opportunità Irene Falchini – quanto sta accadendo in Afghanistan altro non è che l’espressione più atroce di questa violenza, non solo fisica, non solo psicologica, ma anche sociale, che cancella la donna come individuo in quanto tale negandone l’umanità”. Il programma integrale e tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo https://bit.ly/25novembre2021