SIGNA – Un momento di condivisione, ma anche un segnale per il futuro. La volontà di ribadire quali sono gli intenti della struttura e, se vogliamo, anche un evento straordinario: la firma del “Manifesto della intenzionalità della cura”, alla presenza dei familiari, dei soci, dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Signa, Marcello Quaresima, una festa per tutto il personale dipendente. Quello della Rsa Monsignor Olinto Fedi di San Mauro che si conferma ancora una volta di grande livello. Tutti i dipendenti e il Consiglio di amministrazione, guidato dal presidente Maurizio Bini (foto in basso), hanno firmato infatti il “Manifesto dell’identità della cura”. Un gesto simbolico., ma che conferma ancora una volta quale è lo spirito che anima, così come è stata chiamata al momento della sua inaugurazione, nel 1989, la “Casa famiglia” tanto voluta dall’allora parroco di San Mauro, don Armido Pollai. “Le parole che abbiamo sottoscritto – ha detto Bini – non sono state preparate a tavolino. Sono emerse dal lavoro, dal confronto e dall’esperienza maturata durante l’anno formativo dei nostri operatori vissuto insieme, nel percorso “Sente-Mente”®. Il senso di questo gesto è semplice e impegnativo insieme: affermare che ogni persona accolta in questa struttura mantiene il proprio valore, in ogni fase della vita, fino all’ultimo istante. Un “manifesto” che non vuole essere un punto di arrivo, ma un impegno operativo e culturale”. “L’importante – ha aggiunto – è che si capisca che la firma del manifesto non è un traguardo ma un passo avanti nel cammino quotidiano della buona cura per essere sempre più “Rsa gentile”. Un patto tra professione e coscienza. Un patto con i nostri residenti e con la comunità.”


