Sesto Fiorentino: il sindaco intervistato da due studentesse del Calamandrei sulla sua esperienza scolastica

L’IISS Calamandrei da anni promuove l’iniziativa del giornale scolastico chiamato StileLibero, progetto che cerca di invogliare le nuove generazioni, quelle composte dai più giovani ad informarsi a temi di carattere giornaliero attraverso la lettura di quotidiani.  Questo giornale, disponibile online sul sito dell’istituto, ha deciso quest’anno di intervistare alcuni personaggi  trai più considerevoli all’interno del comune di Sesto Fiorentino ponendo loro domande inerenti al percorso scolastico svolto, in particolare quello affrontato durante le scuole superiori. La prima persona  intervistata  è anche il primo cittadino del Comune: si tratta infatti del sindaco Gianni Gianassi. L’incontro è avvenuto in una sala del Comune nell’omonima piazza e il sindaco si è rivelato fin da subito molto disponibile nei nostri confronti.  Quella che doveva essere un’intervista piuttosto formale si è trasformata in una piacevole conversazione su temi come l’esame di maturità, il percorso delle scuole superiori  e la scelta dell’università. Il racconto del primo cittadino è stato anche un’avvolgente tuffo nel passato: Gianni Gianassi ha descritto con nostalgia ma attenendosi  ad ogni minimo dettaglio non solo il suo percorso scolastico ma anche il periodo in cui lo ha vissuto, in quegli anni “di fuoco” dal 1973 al 1978. I primi comitati scolastici, le prime manifestazione ed occupazioni, e lo stesso sindaco si è descritto come un giovane attivo, pronto a lottare per i propri diritti fin da sempre.

-“ Iniziamo parlando di scuola, in particolare della scuola superiore. Lei che scuola ha frequentato? Com’è stato il suo rapporto con la scuola e che influenza ha avuto sulla scelta della sua carriera?”- “Ho un ricordo molto particolare della mia scuola superiore- dice il sindaco Gianassi – ; ho frequentato il liceo scientifico di Sesto, che a quei  tempi aveva la sede a Villa Gerini, in degli anni molto importanti per l’Italia, dal ’73 al ’78. Le scuole superiori sono state per me un’esperienza straordinaria che hanno segnato profondamente la mia vita. In quegli anni era nato il Movimento Studentesco Fiorentino, che organizzava manifestazioni  e si impegnava a cercare di costruire la scuola che volevamo noi studenti. Amavo le scienze ma anche la storia e la filosofia.”  Il sindaco aggiunge inoltre che non cambierebbe mai la scelta fatta, ma che la sua questa è stata sicuramente condizionata molto dalla presenza di questo liceo nel suo comune, ed ha parlato di “vizio di provincialismo” fra i giovani.

I ragazzi devono fare una scelta a 14 anni che potrebbe avere una grande impronta sul loro futuro. Non pensa che un ragazzo sia ancora troppo piccolo per prendere una decisione così importante?” “Io sono a favore del biennio unico per tutti gli indirizzi superiori per avere poi nel triennio un curricula superiore più specifico. Ci vuole una preparazione più forte così che ogni ragazzo abbia una formazione ottima sia per andare nel mondo del lavoro che per continuare gli studi all’università.” L’attenzione si sposta poi verso quello che per tutti i ragazzi è visto come uno dei più grandi ostacoli da affrontare nell’ambito scolastico; il nuovo esame di Stato, conosciuto da sempre come esame di maturità. Il sindaco parla di questo “ grande evento” in maniera assolutamente positiva: “ Non ho alcun rancore per quanto riguarda questo periodo della mia vita. Sono arrivato all’esame tranquillo, senza dover fare uno studio intenso all’ultimo minuto. Non sono mai stato un secchione, ma andavo bene a scuola e mi piaceva frequentarla, e sono stato contento anche del mio voto all’esame.” Ma il sindaco di Sesto Fiorentino parla anche di quella che dovrebbe essere la formazione di ogni ragazzo raggiunta a fine ciclo di studi per poi addentrarsi nel mondo lavorativo o nel mondo universitario: “ L’università innanzitutto dovrebbe essere una scuola solo di formazione specialistica avanzata. Bisognerebbe cambiare il profilo degli istituti secondari: bisogna ad esempio avere più laboratori, anche nei licei, visto che non ho mai visti fare un esperimento di chimica allo scientifico, nemmeno una rana di dissezionare. Ogni istituto, ogni indirizzo, deve fornire alla studente la possibilità di stare a testa alta all’interno della società per poter partecipare attivamente alla vita politica e sociale, bisogna formare la personalità del ragazzo.”

“Un ragazzo col tempo può pentirsi di non aver dimostrato abbastanza impegno nel corso del suo percorso scolastico, e proprio per questo sono contrario al 6 politico – continua il sindaco-. La selezione nei licei poi è troppo alta e molti ragazzi si arrendono a scuole che danno diplomi meno validi, si scoraggiano e per questo a volte non partecipano nemmeno alla vita politica.” L’attenzione si sposta poi su quelle che sono state le “novità” e cioè le ultime riforme fatte da parte dell’ex governo o dell’attuale governo in carica. La domanda posta appare molto semplice –hanno migliorato o peggiorato la scuola italiana?” 

Ma proprio a quella domanda che poteva accettare una risposta per così dire “diretta” il sindaco risponde in questo modo: “ La scuola ha bisogno di maggiore autonomia per cui si possa eliminare la gerarchia secondo cui lo Stato domina su tutto il sistema scolastico. C’è bisogno di una fuga dello Stato dalla scuola. Lo Stato non investe sulla scuola e quindi sui giovani, perché più si è forti e più si è ricchi, e ci governa lo sa bene. Gli italiani per questo, soprattutto i giovani, non sono al livello del resto del mondo. Tutti i danni che ci sono all’interno del sistema scolastico, come ad esempio gli insegnanti precari e gli affollamenti nelle classi, avranno le loro conseguenze sulla nostra società solo fra una decina di anni.  L’università è un proseguimento del liceo, si potrebbe definirla un “liceone”. Quello che critico dei ragazzi di oggi è che i loro movimenti di protesta si limitano al suono delle campane e finite autogestione e occupazione tutti sembrano dimenticarsi della loro protesta. Se non lo volete cambiare voi giovani il mondo.. solo voi potete! Non vi potete accontentare di quello che vi hanno dato le generazioni passate perché quello per cui abbiamo lottato noi può essere quello che a voi non va bene. La società è in mano ai giovani che non si preoccupano del loro futuro, o per lo meno non hanno voglia di cambiarlo.” In conclusione dell’intervista è stata poi posta una domanda al sindaco che poteva anche stuzzicare un desiderio del sindaco, quello di essere un giorno Ministro dell’Istruzione. Anche alla domanda “ Cosa cambierebbe del sistema dell’istruzione italiano se fosse ministro dell’istruzione” il sindaco ci risponde in maniera simpatica.  “Sinceramente, non lo so. Non mi sono mai immaginato in questo ruolo. Però so cosa farei se fossi Primo Ministro: cercherei di recuperare i soldi da chi non paga le tasse per favorire i giovani ed offrire loro lavoro ed istruzione migliori. I giovani devono scegliere la facoltà senza preoccuparsi del lavoro che si farà in futuro, perché ognuno deve scegliere l’università da frequentare seguendo le proprie volontà. Io avevo iniziato il primo anno di Fisica, ma poi l’ho abbandonata perché nessuno mi ha mai aiutato nell’orientarmi e farmi capire che avrei preferito seguire Storia e filosofia. Bisogna sviluppare di più l’orientamento per i giovani, visto che adesso la vera scelta importante non è più a 14 anni ma a 18. Lo studio non deve essere un sacrificio, perché è dentro di questo che si trova la soddisfazione e studiare diventa così un piacere.forse qualcos’altro lo farei.. eliminerei il test di ammissione alle facoltà, per non finire in facoltà di “serie B” perché nelle altre ci finiscono solo le èlite. I licei inoltre non preparano adeguatamente per l’università, i giovani possono puntare solo su un’autogestione delle proprio conoscenze.” Nonostante il sindaco avesse altri impegni che lo richiamavano, al termine dell’intervista si è trattenuto a parlare con noi, gesto che sottolinea l’importanza che il primo cittadino del Comune di Sesto Fiorentino dà ad una tematica delicata come quella della scuola.

Elisa Bianchi e Giada Dallaserra