Striscioni, poesie e lettere per l’ultimo saluto a Maurizio

SIGNA – Una chiesa stracolma, tanto da non poter accogliere tutti i parenti e gli amici di Maurizio, che hanno riempito la piazzetta davanti. Tutta Sant’Angelo a Lecore si è stretta stamani intorno alla famiglia Boddi per la perdita del giovane Maurizio, morto in sella alla sua moto nell’incidente di domenica scorsa in via Bardazzi a Lecore.

Fuori dalla chiesa di Sant’Angelo i compagni di squadra di pallanuoto della Esseci di Calenzano hanno appeso uno striscione che ricorda il ruolo di capitano di Maurizio, adesso “capitano tra gli angeli”. E c’erano anche i compagni di scuola e di catechismo, i colleghi della banca di Cambiano in cui lavorava il 23enne, gli amici del paese, una folta rappresentanza di militari della Folgore: tutti hanno voluto essere vicini ai genitori, al fratello e alla fidanzata. Durante il rito il parroco ha ricordato la tragedia di domenica spiegando che capire le dinamiche dell’incidente aiuterà a capire il come, ma non il perché di un dolore simile. Alla fine ha preso la parola un compagno di squadra, che ha recitato una sua poesia in cui ha raccontato dell’energia di Maurizio nel fare tante vasche in piscina, ma anche nell’aiutare gli amici. Un altro amico del paese, Francesco, ha raccontato delle loro mattina trascorse insieme la domenica. La fidanzata Ambra ha letto una lunga lettera dedicata al suo amore, ricordando di come siano cresciuti insieme e dipingendo con delicatezza e commozione una vita a due, fatta di dolcezza, sogni e piccoli litigi quotidiani. Quelli di due ragazzi che si vogliono bene. Infine il fratello, che ha ricordato come Maurizio fosse dei due quello estroverso, che sorrideva a tutti e che riusciva persino a fare parlare i muri.

Un lungo applauso ha salutato il trasporto del feretro, coperto da fiori bianchi e un angelo.

foto di Roberto Vicario