SESTO FIORENTINO – Per il gruppo Via Nova la partecipazione del Comune al bando del Ministero dell’Interno per il potenziamento della videosorveglianza urbana “rappresenta una chiara vittoria politica per chi, da anni, si batte per la sicurezza dei cittadini”. La lista civica, però, mette in luce contraddizioni e ritardi..
“Accogliamo con favore la partecipazione al bando ministeriale – dicono gli esponenti di Via Nova – ma non possiamo non sottolineare la contraddizione politica di questa maggioranza. Già nella passata consiliatura il consigliere Daniele Brunori aveva presentato ripetute interrogazioni e mozioni per chiedere l’installazione di nuove telecamere e sistemi di lettura targhe nei punti nevralgici della città. Proposte che la maggioranza ha puntualmente e sistematicamente bocciato in aula, liquidando la questione sicurezza come un problema inesistente. Oggi, finalmente, sono costretti a smentire se stessi e a rincorrere i nostri programmi elettorali pur di non perdere i finanziamenti del Viminale”.
Via Nova ricorda che “di avviare uno studio di fattibilità avevamo parlato pubblicamente e ampiamente” e, aggiunge “indicando con chiarezza interventi e priorità”.
“Le nostre proposte – prosegue Via Nova – erano quindi sul tavolo da tempo, nero su bianco e pubblicamente. Fa piacere che oggi l’Amministrazione sembri finalmente intenzionata a muoversi nella stessa direzione: resta da capire perché, per arrivarci, si sia dovuto aspettare così tanto”.
Per Via Nova il modo di operare del Comune è “caratterizzato da una costante ‘politica del rinvio’ che penalizza i quartieri non solo sul fronte della sicurezza, ma anche su quello della manutenzione ordinaria e della mobilità quotidiana, portando l’esempio della frazione di Padule”.
“L’improvviso attivismo della Giunta sulle telecamere – proseguono gli esponenti di Via Nova – ricorda molto da vicino quanto sta accadendo per la questione dei ponticini pedonali di Padule, rimasti inaccessibili e sbarrati da oltre un anno nell’indifferenza generale. Parliamo di infrastrutture quotidiane fondamentali per i residenti: la passerella pedonale in legno sul canale di cinta orientale, fra piazza dei Macchiaioli e la scuola d’infanzia Lorenzini, e quella sul fosso affluente del canale di cinta orientale, fra via Chini e via Signorini. Per mesi abbiamo sollecitato interventi per restituire queste due strutture ai sestesi, ricevendo solo silenzi. Ora che il Comune sembra finalmente intenzionato a metterci mano, assistiamo all’ennesimo film già visto: l’amministrazione si muove solo dopo le nostre pressanti denunce e il forte malcontento dei residenti, spacciando per straordinario ciò che è ordinaria amministrazione accumulata con mesi di ritardo”.
