Tumori al Cnr, i ricercatori firmano una petizione

SESTO FIORENTINO – Una petizione per chiedere al Comitato d’area del Cnr di promuovere una campagna interna di misurazione e di studi da offrire a Asl, Arpat a supporto e completamento delle loro ricerche sui casi di tumore al seno nell’area. Sono già 120 i firmatari, tutti ricercatori del Cnr, che hanno aderito a questa petizione che verrà consegnata il 3 dicembre, data in cui si riunisce il Comitato.

La ricerca dell’Asl era stata diffusa circa un mese fa dai ricercatori (leggi l’articolo). Dallo studio emerge l’esistenza di un addensamento di casi superiori alle attese “statisticamente significativo (>99%) di tumori al seno”. Negli ultimi dieci anni nell’Area di ricerca sono stati 8 i casi, di cui 6 dichiarati rilevanti ai fini statistici. Nella ricerca, si legge nella petizione, “si registrano altri 4 casi di tumore al seno presso la sede CNR di via Caproni 8; nonché altre patologie, anche in altri edifici del Polo Scientifico”. L’Asl a metà novembre ha messo nell’area una trentina di campionatori per 24 ore e ha fatto delle misurazioni del campo elettromagnetico.

I ricercatori firmatari della petizione chiedono al CdA di intraprendere le seguenti azioni: “promuovere e coordinare una campagna di misure della qualità di aria, acqua e suolo, incluso il campo elettromagnetico, all’interno e all’esterno dell’Area di ricerca e della sede di via Caproni 8, da pubblicarsi secondo l’approccio Open Data; promuovere e coordinare un’indagine sanitaria/epidemiologica, coinvolgendo gli Enti Pubblici di Ricerca nazionali (altri istituti CNR, ISS) per le ulteriori competenze necessarie; in coordinamento con l’Università di Firenze e le altre realtà del Polo Scientifico, attivarsi verso gli enti e le agenzie competenti per la sicurezza e la salute sul lavoro, al fine di estendere l’indagine epidemiologica in corso anche ad altre patologie (e.g. maschili), al personale non matricolato (assegnisti, ecc.), a tutti gli edifici del Polo Scientifico e alla sede Cnr di via Caproni 8, nonché a fattori esterni, quali inquinamento di aria, acqua e suolo, emissioni elettromagnetiche, depositi di sostanze pericolose (e.g. eternit, amianto); attivarsi verso gli enti competenti, al fine di richiedere accesso ai parametri ambientali monitorati nell’area del Polo Scientifico, in conformità all’approccio Open Data e ai principi comunitari della e­Transparency e della e­Democracy”.