UPS: “Gli allagamenti ai Capitelloni e al Crocifisso? Nulla di fatto”

SIGNA – Le zone di Signa dei Capitelloni e del Crocifisso sono state fra le maggiormente colpite dagli ultimi allagamenti. “Dal 2017 – ricostruiscono l’accaduto i tre consiglieri comunali di Uniti per Signa, Gianni Vinattieri, Matteo Mannelli e Chiara Di Bella – tre gravi eventi, per la precisione gli allagamenti hanno riguardato la zona dei Capitelloni e di via dei Colli all’incrocio con via del Crocifisso: 6 marzo 2017, 10 settembre 2017 e 5 novembre 2019. A causa di intense precipitazioni la zona attraversata da via dei Colli, via dei Macelli e via del Crocifisso è stata soggetta ad allagamenti di acqua e fango con danni alle cose, alle abitazioni, alle strade e conseguenti disagi per i cittadini. Eventi, che data la loro frequenza, non possono più essere considerati eccezionali e isolati”.

“Oltre, ovviamente, alle condizioni meteorologiche, le ragioni di un così consistente aumento delle criticità della zona, sono legate: alla nuova urbanizzazione di via Benelli che ha modificato il sistema di drenaggio idrico collegando la rete fognaria di nuova realizzazione a quella esistente di via del Crocifisso; all’insufficienza fognaria di via del Crocifisso e via dei Colli”.

“Si tratta, quindi, di un problema fognario che può essere risolto solo da un intervento di Publiacqua: che già nel 2017 si era impegnata per la progettazione e la successiva realizzazione, insieme all’amministrazione comunale, di un’opera fognaria in grado di risolvere in massima parte le problematiche degli allagamenti. Come gruppo di Uniti per Signa abbiamo presentato un’interrogazione consiliare per conoscere lo stato dell’arte della progettazione e della realizzazione delle opere citate, ricevendo dalla giunta comunale risposte desolanti: ancora non siamo nemmeno alla fase della progettazione e non si possono fare previsioni sulle tempistiche necessarie. Insomma, nulla di fatto…”.

“Ancora una volta – concludono – impegni non mantenuti da entrambi, con disagi e danni che pagheranno di nuovo i cittadini residenti e non. Appesi all’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche”.

(Immagine di archivio)