Walter e Chiara bloccati ad Abu Dhabi, il loro racconto. “Addosso un senso di insicurezza e di allarme”

CAMPI BISENZIO – Insicurezza e allarme: sono le sensazioni che contraddistinguono lo stato d’animo di Walter Valentini e Chiara Salvi, 37 e 32 anni, rispettivamente dipendente di un’azienda e libera professionista. Abu Dhabi rappresentava l’ultima tappa, prima di fare rientro a Milano e alla loro casa di San Casciano, di un viaggio di lavoro. E […]

CAMPI BISENZIO – Insicurezza e allarme: sono le sensazioni che contraddistinguono lo stato d’animo di Walter Valentini e Chiara Salvi, 37 e 32 anni, rispettivamente dipendente di un’azienda e libera professionista. Abu Dhabi rappresentava l’ultima tappa, prima di fare rientro a Milano e alla loro casa di San Casciano, di un viaggio di lavoro. E invece, a tre giorni dall’azione militare di Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran, sono sempre lì insieme a tanti altri nostri connazionali. A due ore dalla partenza, infatti, sabato mattina, tutti i voli sono stati bloccati e ancora non c’è alcuna certezza su quando potranno fare ritorno in Italia. “Mentre eravamo in aeroporto – raccontano – abbiamo sentito dei boati, ma l’allarme vero e proprio è scattato quando hanno iniziato a suonare gli Alert di tutti i telefoni, esattamente nello stesso modo in cui in Italia la protezione civile ci avvisa in caso di rischio o pericolo”: inizia così il loro racconto tramite una serie di vocali WhatsApp. Perché è vero che Intenet funziona, ma non sempre comunicare è così semplice. Da lì è iniziato il tira e molla che ha caratterizzato tutti coloro che si trovavano – e si trovano – nella loro situazione, compresa l’apprensione dei familiari che, da casa, hanno iniziato a manifestare la loro preoccupazione.

“Abbiamo conosciuto altri italiani e abbiamo creato con loro un gruppo WhatsApp in modo da raccogliere lì più informazioni possibili e, una volta superato il caos iniziale, fatto di file interminabili di persone e di bagagli, per fortuna, dopo una lunga coda, durata quasi due ore, siamo riusciti a raggiungere un hotel nel centro della città”. Quella a cui hanno assistito è stata una vera e propria evacuazione dell’aeroporto, gestita, come sottolineato dalla coppia, in modo ottimale. Facendo così scendere l’inevitabile ansia dettata dal momento nonostante entrambi, spesso per lavoro, siano abituati a viaggiare. Anche se questa volta è diverso: “Abbiamo addosso questo grande senso di insicurezza e di allerta, ma ci sentiamo abbastanza tranquilli, mettiamola così…”. La loro sistemazione è un albergo in downtown ad Abu Dhabi, dove hanno potuto attivare una Sim elettronica in modo da restare in contatto con amici, famiglie e colleghi di lavoro.

“Grazie al governo degli Emirati Arabi, semplicemente inoltrando all’hotel la mail che abbiamo ricevuto circa l’annullamento del nostro volo, ci viene rinnovata la stanza senza pagare niente. Dobbiamo farlo giorno per giorno, per tornare in Italia potrebbero servirne ancora diversi. Per questo ci teniamo a ringraziare il governo locale per tutto quello che sta facendo per noi e per gli altri cittadini italiani nelle nostre stesse condizioni”. Adesso però c’è da capire quando potrà avvenire il ritorno a casa: “Abbiamo parlato direttamente con l’ambasciatore che ci ha rassicurati e dato delle informazioni legate più che altro alla sicurezza sul posto, al fatto che dobbiamo segnalare la nostra presenza su “Viaggiare sicuri” e seguire gli account social dei consolati e dei ministeri per essere informati e attendere informazioni dalla nostra compagnia aerea. La percezione che abbiamo è quella di sentirci tutto sommato al sicuro, probabilmente non sarebbe stato così se davanti agli occhi o nelle nostre vicinanze avessimo assistito a delle esplosioni. Come sta avvenendo a Dubai dove ci sono altri italiani”.