CAMPI BISENZIO – Il caso di Edoardo Bove come spartiacque nella sensibilizzazione della cittadinanza, l’impegno dei formatori delle Pubbliche Assistenze toscane non solo nell’addestramento dei nuovi volontari, ma anche e soprattutto nel diffondere le manovre salvavita tra i cittadini. Sono i temi dell’incontro di oggi a Spazio Reale, dove si sono ritrovati circa 300 formatori che arrivano dalle associazioni di tutta la Toscana per l’ultima sessione del loro aggiornamento. Un percorso cominciato a dicembre, e passato attraverso varie tappe nelle quali questi volontari hanno confermato la loro abilitazione per trasmettere queste preziose nozioni. “Questo appuntamento – ha detto il responsabile della formazione di Anpas Toscana, Marco Agostini – ha anche lo scopo di riconoscere e rafforzare il ruolo educativo, relazionale e civico della formazione, intesa come pratica di cittadinanza e di cura della comunità. Per i nostri valori, la formazione non è soltanto trasmissione di competenze operative, ma un “dono sociale” che alimenta la cultura della solidarietà e la continuità del movimento delle pubbliche assistenze”. Per questo nel corso della giornata non mancheranno sia le riflessioni sul ruolo del formatore, sia le testimonianze dal territorio con il racconto degli episodi e delle applicazioni pratiche delle nozioni salvavita. I numeri sono importanti: nell’anno appena passato l’agenzia Blsd di Anpas Toscana ha organizzato più di 600 corsi che hanno portato alla formazione di 7.000 cittadini che hanno appreso come fare la rianimazione di base e a usare un defibrillatore automatico.
I formatori delle Pubbliche Assistenze hanno aderito anche al progetto della Regione Toscana, “Giovani Sicuri” per la formazione degli studenti maggiorenni all’uso del defibrillatore: 1.800 tra ragazzi e ragazze hanno fatto i corsi nel 2024, 3.000 nel 2025, con oltre 30 istituti superiori in regione coinvolti. Ultimo tassello di questo prezioso mosaico, la formazione per i soccorritori effettuata all’interno delle associazioni di Pubblica Assistenza con 1.800 volontari e volontarie nel livello base, 1.200 per l’avanzato, e 800 validati per la guida dei mezzi in urgenza ed emergenza grazie al corso specifico per autisti. “Le immagini di Edoardo Bove che crolla a terra – ha detto il presidente di Anpas Toscana, Dimitri Bettini – sono ancora nelle nostre menti di molti. Le manovre di soccorso ricevute dal calciatore e fatte dai volontari, non sono eccezionali. Sono le stesse praticate ogni giorno sulle strade di Firenze e della Toscana, dove i nostri uomini e le nostre donne sono chiamati a operare per salvare le vite. Sono le stesse che possono praticare semplici cittadini con un’adeguata formazione. Per questo siamo tutti coinvolti. Le istituzioni nel disseminare quanti più defibrillatori automatici possibile sul territorio, i cittadini per fare corsi e imparare a usarli. Noi come volontariato per insegnare a quante più persone possibile. C’è anche un altro aspetto sul quale dobbiamo lavorare. E molto. E’ sul diffondere la cultura del soccorso, far conoscere le dinamiche e i tempi dell’intervento, come facciamo e perché lo facciamo. Insegnare alle persone a non essere d’intralcio sulla scena di un soccorso, perché a volte quello che si pensa possa essere un bene, non è esattamente il bene per chi sta male”.


