SIGNA – Signa di nuovo protagonista alla Borsa internazionale del turismo di Milano grazie al Museo civico della paglia. Ieri, infatti, Angelita Benelli, presidente dell’associazione Museo della paglia e dell’intreccio Domenico Michelacci, è intervenuta nel padiglione della Toscana all’evento promosso da Toscana Promozione Turistica sul tema “Viaggio nel fatto a mano”, dedicato alle declinazioni dell’artigianato toscano in occasione dei 90 anni dalla nascita di Mida, la Mostra internazionale dell’artigianato. Insieme a lei l’assessore regionale all’economia e al turismo Leonardo Marras, il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi, la coordinatrice di Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana Elisa Guidi e Clara Svanera, coordinatrice delle relazioni internazionali di Toscana Promozione Turistica. L’evento ha offerto un racconto articolato dell’artigianato toscano come patrimonio identitario, erede diretto di quella continuità storica che, dal Rinascimento in poi, ha reso labile il confine tra arte e saper fare e in questo percorso di eccellenze si è inserita la storia di Signa e della lavorazione della paglia.


“Ho voluto raccontare – ha spiegato Benelli – la storia delle trecciaiole, donne straordinarie che per secoli hanno rappresentato una vera e propria forza economica e sociale. Erano donne che lavoravano nelle case, nelle aie, lungo le strade, intrecciando la paglia con gesti antichi e sapienti, trasformando un materiale povero in un prodotto di altissimo valore. La loro manualità, la precisione del gesto, la pazienza e la capacità di tramandare il sapere hanno costruito un’identità collettiva che ancora oggi riconosciamo nel cappello di paglia. Il cappello non è solo un oggetto, ma il simbolo di una storia condivisa, un territorio che ha saputo parlare al mondo attraverso il lavoro delle donne. Dietro ogni treccia c’era una famiglia, dietro ogni cappello c’era una comunità intera e questa tradizione ha contribuito in modo determinante a dare dignità, autonomia e visibilità a generazioni di donne. Durante il mio intervento ho voluto inoltre sottolineare come oggi il museo non si limiti più soltanto a custodire e raccontare questa memoria storica, ma sia diventato un luogo vivo, impegnato anche nella riscoperta dell’arte delle trecciaiole attraverso laboratori e attività che ne trasmettono i saperi alle nuove generazioni. Raccontare oggi questa storia significa riaffermare il valore dell’artigianato come elemento identitario, culturale e umano, non solo economico”.
Durante l’intervento è stato inoltre proiettato il video promozionale del Museo civico della paglia, che ha accompagnato il racconto con immagini e testimonianze capaci di restituire la profondità storica e sociale di questa tradizione, suscitando interesse e attenzione tra il pubblico e gli operatori presenti. “L’amministrazione comunale – spiegano – esprime soddisfazione per questa nuova e qualificata occasione di visibilità internazionale, che conferma il valore del Museo civico della paglia come presidio culturale e strumento di promozione del territorio. Un risultato che rappresenta l’ennesimo riconoscimento per Signa e per il lavoro portato avanti negli anni dall’associazione, rafforzando il ruolo della città come punto di riferimento nel panorama dell’artigianato artistico toscano e del Made in Italy”.
