SIGNA – “La replica dell’Azienda Sanitaria si limita ad annunci generici e non entra minimamente nel merito delle questioni poste dalla nostra associazione sulla futura organizzazione di questo servizio sul territorio. Senza fornire dettagli, la Ausl parla genericamente di “trasformazione organizzativa”, di “potenziamento di una struttura pubblica” e di “presenza continuativa di medici 24 ore su 24″ nella nuova struttura. Non è con gli annunci che si realizzano i servizi: chiediamo concretezza e di entrare nel dettaglio degli aspetti pratici e organizzativi”: insomma, secondo il presidente della Pubblica Assistenza di Signa, Matteo Carrai, la risposta dell’Azienda Usl Toscana Centro in merito alla chiusura della postazione di guardia medica di Signa, con lo spostamento del servizio dal prossimo 1 aprile presso la Casa di comunità di Lastra a Signa, “non entra nel merito e non risponde alle preoccupazioni espresse sulla sicurezza del personale medico nella nuova struttura, nella quale di notte e nei festivi il sanitario sarà da solo”.
E ancora: “La Ausl non risponde neppure sugli investimenti da essa effettuati nei mesi scorsi, utilizzando fondi pubblici del Pnrr, per portare la fibra ottica alla nostra sede così da migliorare il collegamento informatico in uso al medico. Soldi buttati. Né entra nel merito delle modalità di disdetta del servizio con la nostra associazione: una semplice Pec inviataci dalla direzione generale, senza rispettare i termini fissati dall’articolo 8 della convenzione stessa. Da parte nostra abbiamo già contestato il non corretto esercizio del recesso e, contestualmente, formulato istanza di accesso a tutti gli atti e documenti riguardanti la nuova organizzazione, anche al fine di verificare come sarà realmente svolto questo servizio nella Casa di comunità, chi fosse realmente a conoscenza di queste intenzioni e perché siano stati fatti investimenti se poi l’intento era quello di dismettere il servizio presso il volontariato locale”.
“Abbiamo anche il dubbio – aggiunge Carrai – che il nuovo servizio possa addirittura arrivare a costare di più rispetto alla cifra da noi ricevuta come rimborso per la messa a disposizione dei locali: la Ausl dovrà fornire anche un’auto al medico e – se non vorrà lasciarlo da solo per tutta la notte o nei festivi – un servizio di guardiania, oltre a sostenere le spese per riscaldamento, corrente e climatizzazione negli orari in cui il distretto di Lastra a Signa è normalmente chiuso. La nostra sede, invece, è sempre presidiata per il servizio 118, quindi potevamo ottimizzare i costi e ridurre gli sprechi, garantendo locali, un’autovettura e tutti i servizi collegati per soli 26 euro al giorno di rimborso. uanto costerà dal 1 aprile all’Azienda Usl questo servizio “riorganizzato”?”. Per poi aggiungere: “Senza il coinvolgimento della base sociale e del volontariato, integrato in queste attività da più di 50 anni, una riorganizzazione del genere costituisce un modo di agire privo di rispetto e di attenzione. Proprio nei mesi scorsi anche la nostra associazione, ignara delle volontà della Ausl di togliere il servizio a Signa in favore di Lastra a Signa, ha investito importanti risorse per ristrutturare la sala d’attesa e gli ambulatori. Nessuna notizia, inoltre, sulla possibile riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria territoriale che, da quanto apprendiamo per vie informali, potrebbe vedere il territorio del Comune di Signa perdere anche la presenza del medico del 118. Anche in questo caso chiediamo di essere compiutamente informati e coinvolti ed esprimiamo forte preoccupazione”.
“Da quanto abbiamo visto e verificato in questi anni, le riorganizzazioni finora attuate hanno portato a un peggioramento e a una riduzione del servizio di guardia medica: in passato, nel turno diurno sulle Signe, c’erano due medici; adesso uno soltanto. Inoltre, sono ormai noti i disagi che in alcuni orari si verificano nel contattare il numero unico, con lunghe attese. Sempre più frequentemente, nei mesi scorsi, si sono inoltre verificate chiusure del servizio sul territorio a causa della totale mancanza di medici, fra l’altro senza alcun preavviso e in giorni molto delicati, come durante le festività natalizie. Gli utenti, in questi casi, si sono dovuti rivolgere alle postazioni di Scandicci o di Campi, oppure recarsi al Pronto Soccorso. I nostri volontari sono stati sempre di supporto, indirizzando i pazienti e assistendo quelli che necessitavano di soccorso”.
Infine la stoccata finale: “Nessuno della direzione Ausl si è mai preoccupato di venire a vedere come funziona la guardia medica a Signa, ascoltando criticità e proposte di miglioramento. Un metodo che è stato utilizzato recentemente anche con altre associazioni di volontariato, per esempio poche settimane fa nel Mugello. In questi anni abbiamo fatto di tutto per dare il nostro contributo per sostenere questo servizio sul territorio di Signa, nonostante le difficoltà, spesso ben oltre i nostri compiti, fornendo materiale e dispositivi sanitari che l’Azienda sanitaria non metteva a disposizione e operando per la massima tutela del personale sanitario oltre che degli utenti. Tutto questo bagaglio di esperienza e di impegno non ci sarà più nella “Casa di comunità”, che così sarà sicuramente meno “comunità” e rischia di diventare un presidio scollegato dal territorio e da chi lo vive”.
