Museo Ginori: l’apertura del primo piano entro l’estate

SESTO FIORENTINO – Il primo lotto dei lavori al Museo Ginori, che riguarda il primo piano della struttura, si concluderà entro l’esate. L’annuncio è stato dato dal presidente della Fondazione Ginori Marco Corsini intervenuto questo pomeriggio alla sesto commissione consiliare. Presenti, oltre il presidente Corsini, il presidente della sesta commissione Daniele Brunori e l’assessore alla […]

SESTO FIORENTINO – Il primo lotto dei lavori al Museo Ginori, che riguarda il primo piano della struttura, si concluderà entro l’esate. L’annuncio è stato dato dal presidente della Fondazione Ginori Marco Corsini intervenuto questo pomeriggio alla sesto commissione consiliare. Presenti, oltre il presidente Corsini, il presidente della sesta commissione Daniele Brunori e l’assessore alla cultura Jacopo Madau. Brunori, dopo aver ricordato l’importanza per la comunità sestese del Museo Ginori e l’attesa per la sua riapertura, ha invitato il presidente della Fondazione a raccontare lo stato dei lavori e le attività previste per quest’anno. “Il primo lotto dei lavori consiste nel restauro del primo piano dell’immobile – ha detto Corsini – mentre il secondo lotto riguarda il secondo piano. Per il primo lotto i lavori avanzamento sono in via di completamento e le previsioni sono di arrivare conclusione prima dlell’estate”. Corsini ha ricordato che l’unica variabile dipende dalla Soprintendenza che deve esprimere il proprio pare sui lavori al pavimento e al soffitto. E i tempi, ha proseguito il presidente della Fondazione, non lunghi. Per il secondo lotto i lavori saranno affidati la prossima settimana. Il primo piano del Museo che verrà riaperto ospiterà la reception, i laboratori e la biblioteca. Mentre l’attuale collezione degli oggetti del Museo è ora custodita in un apposito deposito per il quale la spesa sostenuta dalla Fondazione è di 70mila euro. Con il completamento del primo piano del Museo verrà riaperto anche il giardino per quest’ultimo l’idea è quella di prevedere un concorso di idee per architetti.

“Attualmente la Fondazione ha due dipendenti – ha precisato Corsini – ma una volta aperto il Museo dovremo pensarea ad organizzare il personale”. Rispondendo alle domande dei consiglieri, il presidente della Fondazione ha spiegato che l’immenso archivio librario sarà digitalizzato in modo da renderlo facilmente fruibile. Sugli investimenti l’assessore Madau ha ricordato che il Comune negli anni passati ha investito molto sul Museo, ma ora i fondi sono diminuiti anche a causa del minor gettito che arriva dal Governo. Il presidente della Fondazione ha ricordato che i contributi arrivati dal Comune sono stati 20mila euro, mentre la Regione ne ha erogati 300mila e  232mila il Ministero. Per l’attività prevista nel 2026 Corsino ha detto che “la fondazione aveva bisogno di una spinta” e ha aggiunto che “l’idea è portare fuori da Sesto il Museo” e ha elencato una serie di collaborazioni in atto tra attività culturali italiane e straniere. “A Faenza abbiamo prestato alcune opere – ha detto – e sono state molto apprezzate. Facendo uscire il museo dai confini comunali si può riuscire ad intercettare finanziamenti”. Si è poi soffermato sul lavoro e la collaborazione all’interno del Cda “Nonostante lo scetticismo con cui è stata accolta la mia nomina – ha detto – la dedizione del Cda all’attività della fondazione è evidente: c’è condivisione e cordialità e penso che fondazione avrà un gran futuro”.