PRATO – “Sulla tramvia Prato-Campi Bisenzio è ora di parlarsi chiaro, senza tifoserie e senza slogan. La Lega non dice no a priori: una tramvia, in linea di principio, può essere un’infrastruttura utile e moderna. Ma ci sono tre fatti che nessuno, ripresentandola come spot elettorale, ha il coraggio di mettere sul tavolo davanti ai cittadini”: a dirlo, in una nota, è la Lega Prato, che poi spiega la sua posizione: “I tempi: lo dice la stessa Regione: progetto definitivo nella primavera 2027, cantieri nel 2028, esercizio non prima del 2030. Cinque anni nella migliore delle ipotesi. E non sono ipotesi a caso: dei 489 milioni necessari, oggi sono certi solo i 10 della progettazione. Tutto il resto dipende da un bando ministeriale di cui non si conosce l’esito e, in subordine, da fondi europei 2028-2034 che, come sa chiunque mastichi un minimo di programmazione, non arrivano automaticamente”.
E ancora: “Quest’opera attraversa due province, otto Comuni, una società regionale di trasporti, due gestori tranviari diversi. Chi conosce la Piana sa che mettere d’accordo Prato, Campi, Sesto, Calenzano, Firenze e la Regione su tracciato, viadotti, espropri e priorità è un’impresa in cui tante volte si è già fallito. Pensare che stavolta vada liscia è pio ottimismo, non programmazione. Con i soldi che si stanno mobilitando, infine, i pratesi avrebbero potuto avere già da domattina un servizio di trasporto pubblico decente. Oggi a Prato dopo le otto di sera l’autobus è un miraggio. Le corse saltano, il parco mezzi è vecchio, i cittadini delle frazioni – Tobbiana, Galciana, Mezzana, Iolo, Le Badie – restano isolati. Il biglietto costa 1,70 come a Firenze, ma il servizio non è quello di Firenze: là non c’è solo il tram che va fino a mezzanotte e i bussini fino alle due nel week end, qui dopo cena devi prendere l’auto o stare a casa. È un’asimmetria inaccettabile, e nessuno la racconta. Il rapporto qualità-prezzo dell’operazione tramvia, così come è, non torna. Mezzo miliardo per un capolinea a Villa Montalvo che, siamo onesti, è un giardino bellissimo, ma non è una destinazione, e che non risolve il problema vero: spostarsi a Prato la sera, andare a Firenze in tempi ragionevoli, tornare la domenica”.
Per poi concludere: “Vogliamo discutere di tempi, di ingombro sulle già insufficienti, canalizzate strade pratesi, di tracciato? Benissimo, è quello che chiediamo da due anni e che a noi è stato sempre negato. Vogliamo invece firmare cambiali in bianco per un’opera che, anche se va tutto bene, entrerà in funzione quando i bambini di oggi saranno al liceo? Allora diciamoci una cosa onesta: con una frazione di quei 489 milioni, in dodici mesi, si rimette in piedi il servizio bus, si rinnova il parco mezzi, si copre la fascia serale, si integra la tariffa con il treno. E si dà una risposta vera a chi vuole respirare meglio in città, a chi non può permettersi un’auto, a chi sta aspettando da troppi anni un trasporto pubblico che funzioni davvero. Noi questa discussione la chiediamo. Il Pd “fiorentinocentrico”, se ha qualcosa da dire, ci risponda nel merito”.
