Galletti (Anap Toscana): “La tecnologia per gli anziani non sempre è un’opportunità. Spesso invece limita i loro diritti”

FIRENZE – La crescente digitalizzazione e dematerializzazione dei servizi pubblici e privati spesso crea difficoltà agli anziani. In molti non possiedono lo smartphone o il computer e hanno difficoltà ad utilizzare applicazioni e identità digitali. Secondo una ricerca Istat solo il 43,5% degli italiani over 65 utilizza Internet con regolarità. Il Rapporto Italia 2024 dell’Eurispes […]

FIRENZE – La crescente digitalizzazione e dematerializzazione dei servizi pubblici e privati spesso crea difficoltà agli anziani. In molti non possiedono lo smartphone o il computer e hanno difficoltà ad utilizzare applicazioni e identità digitali. Secondo una ricerca Istat solo il 43,5% degli italiani over 65 utilizza Internet con regolarità. Il Rapporto Italia 2024 dell’Eurispes ha poi evidenziato che tra gli over 64, solo il 10,2% è favorevole all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre prevalgono la paura (il 21,6% la considera un pericolo per l’umanità) e l’incertezza (il 34,6% non sa come definirla). Le difficoltà nell’utilizzare identità digitali come Spid o Cie e nell’accedere ai servizi pubblici rischiano di escludere una parte significativa della popolazione anziana dai processi di partecipazione e di limitare l’esercizio dei diritti.

A tal proposito il presidente di Anap Toscana, l’Associazione anziani e pensionati di Confartigianato, Angiolo Galletti ha dichiarato: “Se un anziano non può prenotare un esame salvavita, una visita medica o pagare una bolletta perché non ha uno smartphone, non siamo più nel campo dell’innovazione, ma in quello dell’esclusione sociale. La tecnologia deve essere uno strumento di supporto, non ostacolare il rapporto tra Stato e cittadino o limitare i diritti”. Per Galletti le criticità principali sono legate alla sanità, con ad esempio le liste d’attesa, gestite solo via web, che costringono gli anziani a dipendere da altre persone come figli e nipoti o patronati per esercitare il diritto alla salute: “La chiusura di sportelli e uffici territoriali lascia le persone più fragili senza punti di riferimento. Chiediamo alle istituzioni e, in particolare alle amministrazioni locali, di mantenere sempre un’alternativa analogica e umana, come sportelli fisici o assistenza telefonica diretta, per ogni servizio pubblico essenziale. La digitalizzazione non deve diventare uno strumento di isolamento”.