SIGNA – Il pensiero del gruppo consiliare Uniti per Signa è chiaro. Ed è sintetizzato nella nota inviata dal capogruppo Gianni Vinattieri e dalle consigliere Monia Catalano e Gabriella Fontani: “Qualità e Servizi è una società costituita nel 1996 e dal 2007, interamente pubblica, opera principalmente nel campo della refezione scolastica. Fanno parte della compagine societaria i Comuni di Sesto Fiorentino (24,394%), Campi Bisenzio (22,316%), Signa (9,781%), Calenzano (8,678%), Carmignano (7,126%), Barberino di Mugello (5%), Capannori (22,7%)”. Per poi entrare nel merito della questione: “Nell’esercizio 2024 la società ha registrato una perdita di quasi 700.000 euro. Nelle rilevazioni relative alle misure di razionalizzazione 2024, approvate in consiglio comunale il 12 dicembre 2025, si parla “cospicua perdita di esercizio derivante da un sensibile aumento dei costi esterni e del personale che l’ente dovrà attentamente monitorare nei prossimi anni per non correre rischi di peggioramento nella qualità del servizio, aggravio di costi a danno degli utenti e altre spiacevoli conseguenze”.
“Un fallimento gestionale – aggiungono – di proporzioni enormi che investe una partecipata che opera in regime di monopolio nella somministrazione dei pasti nelle mense scolastiche dei Comuni soci. Come uscire da questa situazione? Per i Comuni l’azienda deve fare concorrenza, sleale, ai soggetti privati nell’ambito della ristorazione. Nel consiglio comunale di Signa di giovedì 21 maggio è stata approvata la proposta di modifica dello statuto di Qualità e Servizi che, fra le altre cose, prevede di aggiungere nell’oggetto sociale della società “la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, anche mediante la gestione diretta di esercizi di somministrazione, con possibilità di vendita per asporto e consegna a domicilio”.
In sintesi, una società partecipata al 100% dai Comuni potrà, entro il limite del 20% del fatturato, concorrere sul libero mercato della ristorazione con gli altri operatori privati”.
“Con implicazioni pesanti. In primo luogo, la distorsione del mercato: Qualità e Servizi opererà per conto e con il sostegno dei Comuni soci e, di fatto, senza rischio d’impresa. Infatti, le perdite d’esercizio saranno ripianate con i soldi dei cittadini amministrati. In secondo luogo, la distanza sempre maggiore dai territori e dall’utenza scolastica con ricadute sulla qualità dei pasti somministrati. Distanza, fra l’altro, che da anni si acuisce visto che dal nucleo originario formato dai Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Signa siamo passati a un allargamento della compagine che ha incluso Comuni con caratteristiche territoriali estremamente diverse come Barberino del Mugello e Capannori. In questo senso, non si dimentichino i casi di salmonellosi nei plessi scolastici serviti da Qualità e Servizi, emersi fra settembre e ottobre 2024 nell’area metropolitana di Firenze e che hanno coinvolto 250 bambini e 23 adulti. Sul piano giudiziario la Procura della Repubblica ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di alcuni dirigenti dell’azienda ipotizzando reati di epidemia colposa e lesioni colpose. Il nostro gruppo si oppone nettamente a questa deriva e auspica iniziative concertate e sovracomunali per respingere le distorsioni evidenziate e scongiurare il deterioramento della qualità dei pasti degli studenti”.
