CAMPI BISENZIO – Saltati i fondi Pnrr per la linea 4.2 della tramvia, adesso c’è anche l’ufficialità. A mettere nero su bianco il fatto che per realizzare il tratto destinato a collegare Le Piagge a Campi bisognerà trovare un’altra strada c’è un decreto del ministro alle infrastrutture e ai trasporti, Matteo Salvini, che pochi giorni fa ha inserito l’intervento fra i cinque che hanno l’importo “definanziato”, questa l’esatta dicitura, per un totale di quasi 223 milioni. Insieme, per fare un esempio, alla linea tramviaria Termini-Vaticano- Aurelio che invece aveva una spesa prevista di 73 milioni. “Spiccioli” in confronto alla linea 4.2, anche se agli interventi oggetto di definanziamento, come si legge nel documento, possono essere assegnate risorse ministeriali. Il sindaco Andrea Tagliaferri, a margine dell’ultimo collegio di vigilanza, si era detto ottimista: infatti, secondo le parole pronunciate a Firenze, al primo cittadino campigiano risultavano “buone notizie da parte del ministero” con “l’indicazione della collocazione di nuove risorse per il trasporto pubblico di massa, il che ci consentirebbe di chiudere con la progettazione definitiva e procedere con quella esecutiva”. Per il momento, però, non c’è alcuna certezza. Nonostante le “rassicuranti” parole del presidente della Regione, Eugenio Giani, che ha parlato di “un impegno del ministro ad aprire un fondo che possa rifinanziare molte opere”, fra cui appunto la tratta 4.2 della tramvia.
“Il prolungato dibattito sul tracciato della tramvia – dice Roberto Valerio, capo gruppo di Fratelli d’Italia, Campi Domani e Centrodestra per Montelatici – ha condotto a un esito drammatico: la perdita di oltre 200 milioni di fondi Pnrr. Nonostante la gravità della situazione, sia il sindaco Tagliaferri che il presidente Giani continuano a professarsi ottimisti, una posizione che stride con la realtà dei fatti. Già a maggio, il ministro Salvini aveva dichiarato chiaramente l’assenza di coperture finanziarie per la tratta 4.2. Per sbloccare la situazione, è indispensabile un accordo costruttivo tra il Governo e il Comune, un approccio che questa maggioranza non sembra affatto propensa a intavolare. Non dimentico il consiglio comunale del 12 maggio con il clamoroso schiaffo istituzionale assestato al ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, con la bocciatura della mozione che ne sollecitava la visita per impegni concreti sulla sicurezza del territorio, è un atto di bassa politica che sacrifica l’interesse dei cittadini sull’altare di meri calcoli di partito. Per quanto mi riguarda, farò la mia parte sollecitando i massimi livelli di Fratelli d’Italia affinché il finanziamento per la tramvia possa essere recuperato, anche se personalmente la vedo dura. È giusto ricordarlo ai miei colleghi: se non si dialoga, e addirittura si ignora il Governo, vorrei sapere dove l’amministrazione intende reperire le risorse necessarie. Un’inversione di rotta e un dialogo istituzionale onesto sono l’unica via per garantire il futuro delle nostre infrastrutture di cui Campi Bisenzio ha urgente bisogno”.
“Come Partito Democratico – si legge in una nota – siamo vicini all’amministrazione comunale nel lavoro, complesso ma necessario, di reperimento delle risorse per far arrivare la tramvia a Campi Bisenzio secondo il progetto già disegnato e pensato dalla precedente amministrazione. Ribadiamo di essere disponibili a dare una mano, perché – almeno noi – non vogliamo assumerci, come centrosinistra, la responsabilità di lasciare Campi Bisenzio tagliata fuori dalla mobilità dolce e sostenibile che la tramvia rappresenta. Collegare il nostro territorio alla Città Metropolitana e all’area vasta Firenze-Prato-Pistoia significa investire nel futuro, nella qualità della vita e in un modello di mobilità più moderno ed efficiente. Riteniamo quindi fondamentale portare a casa, seppur nell’attuale amministrazione ci sono idee diverse, ciò che è già stato progettato e finanziariamente avviato, per poi ragionare insieme su ulteriori estensioni e miglioramenti che avvicinino sempre di più Campi Bisenzio al sistema della mobilità metropolitana”.
“Come M5S – dice Ernesto D’Agati (M5S) – riteniamo doveroso evidenziare un punto: avremmo voluto vedere lo stesso impegno, la stessa enfasi comunicativa e la stessa determinazione viste sul progetto della Prato-Campi anche sulla tramvia 4.2, un’opera che, a differenza del metrotreno, potrebbe essere realizzata in tempi molto più brevi, se solo l’amministrazione avesse scelto un approccio più concreto e realmente collaborativo. Il coinvolgimento delle forze di opposizione, che dispongono di rappresentanti sia in Parlamento sia nel Governo, avrebbe potuto accelerare il percorso e rafforzare la capacità negoziale del Comune. Escludere queste energie significa rinunciare a un’opportunità preziosa per il territorio e lascia il dubbio che la scarsa convinzione sull’importanza della tramvia, ormai scomparsa dalle dichiarazioni pubbliche di questa maggioranza, sia in realtà ancora ben presente nella sua linea politica”.
Infine il comitato Campi per la tramvia: “Siamo cittadini di Campi Bisenzio: 3.340 firme per chiedere risposte sul futuro della tramvia, 3.340 persone che hanno sostenuto e difeso un progetto chiaro, finanziato e strategico: la tramvia. Un’opera che era pronta a partire, inserita nel quadro dei finanziamenti del Pnrr e che avrebbe dovuto procedere con rapidità e determinazione, come previsto per tutte le infrastrutture strategiche finanziate con risorse europee. Un’occasione persa. Invece, abbiamo assistito a un rallentamento progressivo, a ritardi e a una perdita di tempo che oggi pesa in modo concreto sul nostro territorio. Un tempo prezioso che non è stato utilizzato per costruire, ma che è stato disperso tra incertezze, rinvii e scelte che hanno finito per allontanare la realizzazione dell’opera. Le conseguenze sul territorio. Nel frattempo, Campi Bisenzio continua a vivere le stesse criticità: una mobilità insufficiente e non adeguata ai bisogni reali dei cittadini, un territorio esposto a fragilità ambientali ricorrenti, un centro urbano che perde attività e vitalità, una progressiva perdita di attrattività e opportunità, Una responsabilità collettiva mancata. Abbiamo la sensazione che, in questa fase, il territorio sia stato distratto da interessi di pochi, invece che guidato da una visione collettiva e strategica. Il risultato è che oggi ci troviamo con meno certezze, meno risorse e soprattutto meno futuro di quello che avremmo potuto avere. Non chiediamo polemiche, ma verità e responsabilità. Chiediamo che venga chiarito perché un progetto già finanziato e pronto a partire abbia subito tali rallentamenti e chi risponderà delle conseguenze di queste scelte. Perché per Campi Bisenzio non si tratta solo di un’infrastruttura: si tratta di sviluppo, di connessione e di futuro”.
