Ikea: respinto il ricorso, per il Tribunale di Firenze si è trattato di comportamento antisindacale

SESTO FIORENTINO – Il Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso di Ikea  Italia Retail Srl dopo che lo scorso anno aveva giudicato un comportamento antisindacale del colosso svedese nei confronti del sindacato Filcams Cgil. I fatti risalgono allo scorso anno quando durante uno stato di agitazione proclamato dal Filcams Cgil davanti al punto vendita […]


SESTO FIORENTINO – Il Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso di Ikea  Italia Retail Srl dopo che lo scorso anno aveva giudicato un comportamento antisindacale del colosso svedese nei confronti del sindacato Filcams Cgil. I fatti risalgono allo scorso anno quando durante uno stato di agitazione proclamato dal Filcams Cgil davanti al punto vendita di Ikea dell’Osmannoro, l’azienda svedese aveva fatto rimuovere le bandiere, il gazebo e altro materiale sindacale presente nell’area del presidio. Questo comportamento ha fatto sì che il Tribunale di Firenze lo giudicasse “lesivo delle prerogative sindacali” e aveva condannato l’azienda a cessare la condotta riconoscendo il diritto del sindacato a svolgere la propria attività di protesta. Ikea aveva impugnato quella decisione, ma il Tribunale ha confermando integralmente la decisione di primo grado e ha ribadito la fondatezza delle ragioni sostenute dal sindacato Filcams Cgil Firenze. 

“Nonostante il ricorso di Ikea, la giustizia ha dato di nuovo ragione alla Filcams – commenta Umberto Marchi, della Filcams Cgil Firenze – Riteniamo che le aziende non possano fare quello che vogliono: ci vuole rispetto dei lavoratori che manifestano e degli stati di agitazione indetti, senza andare a togliere il materiale sindacale che – come si vede per la seconda volta – le aziende non possono rimuovere. Se poi non vogliono stati di agitazione, bandiere o presìdi davanti all’azienda, basta il rispetto dei contratti e, ancora di più, delle persone che sono il motore trainante delle aziende”. Per la Filcams Cgil Firenze la decisione del Tribunale rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza della tutela della libertà sindacale e del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a organizzarsi e manifestare senza indebite interferenze da parte delle aziende.