FIRENZE – Una serie di controlli sull’utilizzo illecito del Fentanyl, da parte dei Carabinieri del Nas di Firenze, coordinati dalla Procura di Pistoia, hanno fatto emergere un sistema di falsificazione di ricette mediche, furto di ricettari e timbri, approvvigionamento di farmaci oppioidi e spaccio. Al centro dell’inchiesta una coppia di fidanzati, rispettivamente di 34 e 32 anni, originari di Pescia e residenti ad Altopascio, che avevano utilizzato le ricette presso varie farmacie delle province di Pistoia, Firenze e Lucca. Grazie alla collaborazione della Asl Toscana Centro è stato possibile ricostruire il meccanismo: venivano utilizzati ricettari e timbri rubati dall’ospedale di Pescia, mentre le prescrizioni erano compilate riportando nominativi inesistenti, associati però a codici fiscali realmente esistenti per rendere più difficile l’individuazione delle irregolarità. Secondo i Nas sono state utilizzate oltre 500 ricette rubate, con le quali erano state dispensate varie tipologie di farmaci, soprattutto ad azione stupefacente, per un importo di oltre 44mila euro, quasi esclusivamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Una volta sentiti i farmacisti e visionate le telecamere di sicurezza delle farmacie stesse, si è risaliti alla coppia. La successiva perquisizione eseguita a carico dei due ha permesso di rinvenire presso la loro abitazione farmaci oppioidi, nonché sostanze stupefacenti tipo cocaina e marijuana, strumenti di pesatura e confezionamento.
Dall’analisi dei telefoni cellulari è emerso anche il presunto canale di approvvigionamento dei ricettari e dei timbri rubati. Secondo l’accusa, infatti, un cinquantenne, all’epoca impiegato da una cooperativa che operava all’interno dell’ospedale di Pescia, avrebbe sottratto il materiale dall’ospedale, ricevendo in cambio farmaci oppioidi. Gli episodi contestati sarebbero almeno diciassette. Per evitare di essere scoperti, gli indagati avrebbero escogitato anche un sistema singolare per gli scambi: ricette e medicinali venivano nascosti all’interno di un’auto abbandonata lungo una strada pubblica, così da evitare qualsiasi contatto diretto.
Per i farmaci, la stessa coppia avrebbe avuto forniture da un 37enne originario di Mistretta, in provincia di Messina, ma residente a Monsummano. Si tratta di un impiegato dell’Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che gestisce in modo centralizzato acquisti, logistica e tecnologie in ambito sanitario. L’ente è estraneo alla vicenda. Sarebbe stato appunto questo dipendente Estar, adesso ai domiciliari,a sottrarre vari tipi di farmaci oppioidi, cedendoli alla coppia in cambio di soldi, per un importo complessivo di 4mila euro. Due dunque i modi in cui la coppia reperiva i farmaci: tramite le ricette false in farmacia e tramite l’impiegato Estar. Nell’abitazione di quest’ultimo, durante una perquisizione, sono stati complessivamente rinvenuti oltre 250 tra farmaci e dispositivi medici, risultati – almeno in parte – provenienti dal magazzino Estar di Calenzano.
Al termine degli interrogatori preventivi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia ha disposto gli arresti domiciliari per il dipendente Estar. Per la coppia di Altopascio e per il cinquantenne ritenuto il presunto fornitore dei ricettari rubati è stata invece applicata la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con permanenza domiciliare nelle ore notturne e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
