Campi Bisenzio: il Pd e la maggioranza si ricompattano. Contro Gandola

CAMPI BISENZIO – Dopo le primarie e varie traversie interne, e ieri l’annuncio delle dimissioni del vicesindaco Serena Pillozzi, sembrava difficile ridare smalto al gruppo del Pd e alla maggioranza nel consiglio comunale. Paradossalmente, ci è riuscito Gandola (Pdl) presentando un ordine del giorno, sottoscritto anche dai gruppi No Inceneritore e Uniti per Campi, per chiedere le dimissioni del sindaco Adriano Chini. L’evento che aveva dato spunto alla richiesta era stato, lo scorso 25 ottobre, la messa in minoranza del sindaco e dell’assessore Nadia Conti su una mozione per la concessione della cittadinanza onoraria simbolica ai figli di immigrati nati a Campi.

Gandola BrandinoLa mozione era stata infatti battuta da un secondo testo sullo stesso argomento, presentato da un consigliere (Ricci) della corrente minoritaria (se ancora minoritaria si può dire) del Pd. Erano poi venute le primarie, la sconfitta dei bersaniani -e dei “chiniani”- e appunto le dimissioni del vicesindaco, e tutto davvero sembrava indicare una spaccatura insanabile nel gruppo di maggioranza. Sulla richiesta di dimissioni del sindaco avanzata da Gandola però, non solo si sono ricompattati a far quadrato attorno a Chini i consiglieri Pd e l’intera maggioranza, ma persino le opposizioni si sono scagliate contro Gandola- perlopiù accusato di presunzione e di fare maldestramente campagna elettorale. “Il mio ordine del giorno non intendeva sollevare un polverone – ha ribadito Gandola- soltanto a sottolineare la situazione di possibile carenza politico amministrativa che si prospetta in questi ultimi mesi di consigliatura”.
A tal proposito, il consigliere Brandino ha tirato fuori un’espressione curiosa per definire la vecchia guardia: “siete ormai come una chiesa d’oriente, dove ci sono più vescovi che fedeli”. F.G.

Foto di Roberto Vicario