Campi Bisenzio: L’intervista. A tu per tu con Alessio Colzi (Pd)

CAMPI BISENZIO – Uno sguardo al passato, seppur recente, con l’analisi delle primarie su cui è appena calato il sipario. E uno sguardo al futuro, visto che la vittoria di Emiliano Fossi e il 61.17% ottenuto da Matteo Renzi a Campi (di gran lunga il risultato migliore ottenuto dal sindaco rottamatore nella Piana e fra i primi sei in tutta la provincia di Firenze) sono gioco forza destinati a portare dei cambiamenti sulla scena politica locale. Con la possibilità – e la volontà – di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E’ questo, in estrema sintesi, il senso della “chiacchierata” fatta con Alessio Colzi, capo gruppo Pd in consiglio comunale e coordinatore del comitato Campi per Renzi che indubbiamente ha portato a casa un risultato ricco di significati.
Partiamo da un’analisi a 360 gradi…
AdessoNatale“Non c’è dubbio che le primarie hanno rappresentato una grande vetrina per tutto il centro-sinistra, mobilitando tanti italiani in una fase storica come quella che stiamo vivendo in cui a farla da padrona sembra essere soprattutto l’antipolitica. Ed è stata una partecipazione senza dubbio “sentita”, motivata ancora di più dal “duello” fra Bersani e Renzi, senza il quale probabilmente ci saremmo trovati di fronte a una partecipazione più “di maniera”.
Si è detto più volte che Renzi è andato al ballottaggio grazie ai voti dei delusi del centro-destra: quale è la sua opinione?
“In parte è vero e mi riferisco ai tanti che hanno aperto gli occhi su quello che è stato realmente il centro-destra in questi anni. Ma bisogna tenere conto anche degli elettori del Pd, in tanti davvero, delusi dal modo in cui è stato gestito il partito negli ultimi anni a livello nazionale. A quelli poi che dicono che Renzi è “un Berluschino di centro-sinistra”, dico solo che è un tentativo per serrare le fila fra i militanti storici…”.
E’ innegabile che i voti ottenuti a Campi dal sindaco di Firenze lascino spazio a più di una riflessione…
“Penso che quelli registrati nei Comuni della Piana siano risultati imprevedibili dovunque, con Campi ampiamente sopra gli altri. Qui a metterci la faccia all’interno del Pd siamo stati soltanto in cinque (oltre a Colzi, Lorenzo Loiero, Luigi Ricci, Antonio Otranto ed Enrico Pietrella, nda) ed è chiaro che chi ha sempre vissuto di politica veda in lui uno “spauracchio”. L’esito di queste primarie poi è stato rafforzato dal fatto che nessuno dell’apparato di partito era con Renzi, proprio perché quello che ha fatto passare fin dall’inizio è stato un messaggio netto di rottura con il passato”.
La scelta del premier alle prossime politiche è stata un volano importante per le primarie campigiane: e adesso?
“Adesso dobbiamo guardare, senza strappi, a quello che è stato il verdetto delle urne, un segnale di cui il nostro segretario dovrà tenere conto perché è oggettivo che le cose sono cambiate nelle ultime settimane, a Campi ma anche a Firenze e in Toscana”.
Facciamo un passo indietro: imprevedibile il consenso ottenuto da Renzi ma anche quello di Emiliano Fossi…
“Ho detto fin dall’inizio che, oltre alla necessità delle primarie per la scelta del prossimo candidato sindaco, serviva un quarantenne. Una linea di pensiero per la quale siamo stati fatti fuori dalla segreteria, che comunque rispettava le regole del partito con il risultato che, alla fine, anche chi era contro le primarie ha dovuto prendere atto che questo dice lo statuto del Pd. E vedere quasi seimila campigiani ai seggi il 25 novembre mi ha riempito di orgoglio e di commozione…”.
Dopo le analisi e i bilanci ora è tempo di…
“Ringraziare i tremila campigiani che hanno votato Renzi con pazienza ed entusiasmo, compresi quelli che al secondo turno sono stati rimandati indietro e ai quali va tutta la mia solidarietà e quella del comitato. Ma anche di ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze con cui siamo riusciti a mettere in piedi un grande gruppo in poco tempo: se si parlasse di calcio, questa sarebbe la “cantera” del Pd e il partito non può fare finta di nulla…”.
Pier Francesco Nesti