Campi piange il dottor Giovanni Bacci e perde un punto di riferimento. Il sindaco: “Era una presenza rassicurante”

CAMPI BISENZIO – Un vuoto incolmabile, un dolore che ha scosso tutta la comunità campigiana. La scomparsa del dottor Giovanni Bacci, 78 anni, a seguito di un incidente domestico che purtroppo si è rivelato fatale, ha scosso il nostro Comune in maniera profonda. Da sempre un punto di riferimento, una persona a cui chiedere consigli, […]

CAMPI BISENZIO – Un vuoto incolmabile, un dolore che ha scosso tutta la comunità campigiana. La scomparsa del dottor Giovanni Bacci, 78 anni, a seguito di un incidente domestico che purtroppo si è rivelato fatale, ha scosso il nostro Comune in maniera profonda. Da sempre un punto di riferimento, una persona a cui chiedere consigli, avere rassicurazioni, scambiare opinioni e pareri, con quella leggerezza che talvolta faceva tanto bene al cuore e con quella umanità che in momenti difficili, rappresentava, da sempre, la chiave di volta. Nato e cresciuto a Campi, medico di famiglia per generazioni di campigiani e grande appassionato di storia locale, era andato in pensione nel 2018, facendo tuttavia sempre trasparire quella grande umanità che ha sempre saputo esprimere, tanto da essere considerato in paese una vera e propria istituzione. In tanti hanno voluto ricordarlo in questi giorni, impossibile ricodare tutti. Soprattutto sui social, dove sono comparse fotografie, aneddoti, curiosità di una vita intera e che oggi, purtroppo, restano soltanto nell’album dei ricordi.

“Ci sono persone – dice il sindaco Andrea Tagliaferri – che, in una comunità, diventano parte della vita di tutti. Non soltanto per il lavoro che svolgono, ma per il legame umano che riescono a costruire nel tempo. Oggi Campi Bisenzio saluta uno dei suoi medici di famiglia più conosciuti e stimati. Per generazioni di cittadini è stato molto più di un dottore: è stato una presenza rassicurante, un punto di riferimento, una persona capace di accompagnare le famiglie nei momenti più importanti e delicati della loro vita con professionalità, umanità e attenzione. Ma sarebbe riduttivo ricordarlo soltanto per questo. Era una persona di grande cultura, una mente brillante e curiosa, dotata di una dialettica vivace e coinvolgente. Amava confrontarsi, raccontare, condividere idee, esperienze e riflessioni. Alla sua professione ha affiancato una straordinaria passione per la storia e per la sua città. Ha dedicato anni di studio, ricerca e scrittura a Campi Bisenzio, lasciandoci decine e decine di libri, pubblicazioni e testimonianze che rappresentano oggi un patrimonio prezioso per tutta la comunità. Se ne va una persona che aveva ancora molto da raccontare. Ma ci lascia un’eredità importante: la memoria collettiva della nostra città, custodita nelle sue pagine, nei suoi studi e nel suo amore per Campi Bisenzio. A nome mio personale e dell’Amministrazione comunale, esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Campi Bisenzio non dimenticherà il suo medico, il suo intellettuale, il suo appassionato custode della memoria.

“Ricordo Giovanni Bacci – aggiunge Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra – come una persona di straordinaria umanità, un professionista stimato e un autentico punto di riferimento per la nostra comunità. La sua scomparsa mi addolora profondamente e lascia un vuoto enorme in tutta Campi Bisenzio. Per decenni ha accompagnato con competenza, disponibilità e sensibilità la vita di tante famiglie campigiane, guadagnandosi l’affetto e la stima di tutti. Oltre ad essere un medico apprezzato, è stato un prezioso custode della memoria e della storia del nostro territorio. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo, a nome delle liste di centrodestra, le più sentite condoglianze”. 

“Non basterebbe una vita – queste le parole di un commosso dottor Vincenzo Tagliaferro – per raccontare ciò che Giovanni è stato per me: un amico, un fratello, un medico bravissimo e una persona di straordinario valore. Quarant’anni di amicizia. Quando arrivai a Campi, mi accolse e mi fu vicino fin dall’inizio, aiutandomi a inserirmi nella realtà campigiana. Abbiamo condiviso anni di lavoro e di vita: trascorrevamo insieme gran parte delle nostre giornate, tra impegni professionali e momenti di svago. Grande conoscitore d’arte e della storia del territorio, non solo della sua amata Campi e della Piana, Giovanni mi ha fatto scoprire innumerevoli meraviglie. Ricordo con particolare commozione i nostri viaggi a Roma: ogni volta riusciva a mostrarmi luoghi, opere e curiosità lontani dai percorsi più turistici, rivelandomi parti della città che altrimenti non avrei mai conosciuto. Per anni abbiamo lavorato fianco a fianco sempre Il suo studio alla Misericordia di Campi Bisenzio, era di fronte al mio. Per anni abbiamo lavorato fianco a fianco, sempre nel massimo rispetto e nella più sincera amicizia. Non ricordo un solo battibecco tra di noi. Fu lui a coniare una definizione che ci rappresentava perfettamente: lui era il Principe e io il Pirata. Lui razionale, mite e riflessivo; io impulsivo e irruento. Quante volte, grazie alla sua moderazione e alla sua saggezza, mi ha aiutato e perfino “salvato” durante le riunioni amministrative della sanità. lo, da quando siamo andati in pensione, io sulla mia isola natia a fare il Pirata, e il Principe nel suo castello, a continuare a ricostruire, custodire e valorizzare la storia della sua Campi. Un abbraccio pieno di affetto alla sua adorata Manuela e ai figli Francesca, Giuliano e Lorenzo. Grazie, Giovanni, per la tua saggezza, per la tua amicizia e per tutto ciò che mi hai donato in questi quarant’anni. Il tuo ricordo resterà sempre con me”.