CAMPI BISENZIO – Un momento di confronto “serrato” sulla futura Casa di comunità. E’ quello che si è svolto nei giorni scorsi presso la rinnovata Limonaia di Villa Montalvo e promosso dal Comune di Campi Bisenzio insieme ad Asl Toscana Centro, Società della Salute area fiorentina nord ovest e Farmapiana, che si occuperà della realizzazione del progetto. Un incontro pubblico, ma anche un percorso partecipativo, suddiviso in tavoli tematici, verso la nuova Casa di comunità. Non a caso, l’iniziativa è stata pensata come un momento di partecipazione e condivisione con la cittadinanza, per parlare di obiettivi, funzioni e prospettive della futura struttura sociosanitaria del territorio. Farmapiana, infatti, ha ipotizzato la consegna dell’immobile entro il 2027, rispettando cosiì il cronoprogramma dei lavori. “Si è trattato – spiegano dal Comune – di un’occasione di ascolto e dialogo fra istituzioni, servizi sanitari e sociali, operatori del settore, associazioni e cittadini, coinvolti in un percorso partecipativo finalizzato alla definizione condivisa di quelli che sono gli obiettivi prefissati. Per questo è stato accompagnato sul piano metodologico e della facilitazione dal Dipartimento di architettura dell’Università di Firenze e dall’associazione “Prima la comunità”, che hanno contribuito alla progettazione dell’iniziativa e alla conduzione delle varie attività”.
Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati illustrati gli spazi e le funzioni previste della nuova Casa di comunità, evidenziando il ruolo strategico che questa sarà chiamata a svolgere “come presidio di riferimento per la salute e il benessere delle persone, con servizi integrati e accessibili vicini ai bisogni della cittadinanza”. Ampio spazio è stato riservato al confronto diretto con i presenti, che hanno potuto porre domande, condividere osservazioni e segnalare esigenze concrete. Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo delle associazioni locali, riconosciute come elementi fondamentali di un modello di comunità basato sulla collaborazione, la prevenzione e la prossimità territoriale”.
Il sindaco Andrea Tagliaferri ha sottolineato il significato del progetto e del percorso avviato: “La Casa di comunità non sarà soltanto un luogo fisico, ma uno spazio di relazione, ascolto e prossimità, definito insieme alla cittadinanza e ai soggetti del territorio. Non vogliamo realizzare soltanto un presidio sanitario, ma dare forma a un luogo capace di dare voce ai cittadini attraverso un percorso realmente partecipativo. La nostra comunità non troverà soltanto una struttura capace di rispondere ai bisogni sanitari e sociali del territorio, ma una vera “Casa”, uno spazio che accoglie le persone e rafforza il senso di appartenenza”.
“Questo percorso rappresenta un progetto pilota che può diventare trasferibile ad altri contesti territoriali, nel modo in cui l’azienda sanitaria si relaziona con la comunità, – ha aggiunto Lorenzo Roti, direttore sanitario dell’Azienda Usl Toscana Centro – quella che è emersa con chiarezza è la centralità che cittadini e operatori hanno attribuito al tema dell’accoglienza: non un dettaglio organizzativo, ma una condizione essenziale perché una Casa di comunità rappresenti davvero un punto di riferimento”.
