Castro (FdI) “Sono stata coinvolta in una vicenda mediatica partita dal Consiglio”

CALENZANO – “Negli ultimi giorni sono stata coinvolta in una vicenda mediatica che ha avuto un’eco nazionale, partita da un mio intervento in consiglio comunale avvenuto dieci giorni prima. In quell’occasione ho utilizzato un linguaggio ironico e provocatorio, all’interno di un dibattito politico acceso. Un linguaggio che può essere considerato sopra le righe, ma che […]

CALENZANO – “Negli ultimi giorni sono stata coinvolta in una vicenda mediatica che ha avuto un’eco nazionale, partita da un mio intervento in consiglio comunale avvenuto dieci giorni prima. In quell’occasione ho utilizzato un linguaggio ironico e provocatorio, all’interno di un dibattito politico acceso. Un linguaggio che può essere considerato sopra le righe, ma che non era stato oggetto di alcun richiamo formale da parte della presidenza del consiglio comunale né di prese di posizione ufficiali da parte della maggioranza nei giorni immediatamente successivi”. A parlare così è Monica Castro consigliera comunale di FdI dopo le polemiche sul suo intervento in consiglio comunale. “A seguito di una polemica nata sui social e della diffusione di un video che invitava a condannare il mio intervento, la vicenda è stata ripresa da alcune testate nazionali, assumendo una dimensione completamente diversa. – racconta Castro – Da quel momento ho subito una fortissima esposizione mediatica, con critiche politiche legittime ma anche con una quantità enorme di attacchi personali, insulti, offese sessiste e minacce di morte, rivolte anche alla mia famiglia. Su questo aspetto ho già attivato tutte le opportune tutele. Nel giro di pochi giorni sono stata contattata da radio, televisioni e programmi nazionali. Non tanto per approfondire il merito politico della questione, quanto per alimentare un caso mediatico costruito attorno alla mia persona”.

Ancora una volta Castro ripete di ritenere “fondamentale chiarire il contenuto reale del mio intervento in consiglio comunale”. “Non si trattava di un attacco a popoli, a conflitti internazionali o a tragedie umanitarie. – dice Castro – Si trattava di una critica politica alla scelta della maggioranza di concentrare gran parte del dibattito consiliare su temi di politica estera, trascurando, a mio avviso, i problemi concreti del nostro territorio. Il senso del mio intervento era semplice: il Consiglio comunale di Calenzano dovrebbe occuparsi prima di tutto di Calenzano. Delle sue criticità, delle sue opportunità, dei servizi ai cittadini, delle prospettive di sviluppo. Anche quando si parla di gemellaggi o relazioni istituzionali, credo sia legittimo pensare non solo a iniziative simboliche, ma anche a rapporti utili e concreti per la comunità locale, come avviene in moltissimi Comuni italiani. Accetto il confronto politico e anche le critiche sul linguaggio utilizzato. Sono consapevole che l’ironia e la provocazione possono non piacere a tutti e possono essere giudicate inopportune. Tuttavia, respingo con forza la trasformazione di una discussione politica in una delegittimazione personale e in una campagna di odio. La cosa che più mi ha colpita, in tutta questa vicenda, è stato il silenzio delle istituzioni locali. Avrei auspicato un maggiore ruolo di mediazione e di dialogo, soprattutto di fronte a una situazione che ha generato un clima di forte tensione, anche sul piano umano e personale. Ribadisco con chiarezza che non intendo dimettermi”. E conclude “credo che oggi Calenzano abbia bisogno di abbassare i toni, di uscire dalla logica delle tifoserie contrapposte e di tornare a concentrarsi sui problemi reali dei cittadini”.