SIGNA – Quella che vi proponiamo oggi è la significativa riflessione di un genitore di un bambino disabile in materia di servizi e inclusione. Del “Progetto di vita”, ovvero quello che è “lo strumento personalizzato e partecipato che garantisce alle persone con disabilità il diritto di scegliere dove e con chi vivere, promuovendo la massima inclusione sociale e lavorativa” e di ciò che invece viene realmente fatto. Di leggi regionali e di attenzione che spesso si rivela minore di quello che invece si è detto.
Come ogni anno l’estate sta arrivando, la festa del 2 aprile è passata, lo spot di inclusione è passato, ma per le famiglie con disabilità nessuno aiuto. “Progetto di vita”, legge Regionale 664, centri estivi a ogni livello istituzionale, tante parole ma pochi fatti. Con altrettanto fervore fervore il ministro Locatelli aveva annunciato che Firenze era una delle province sperimentali: belle parole, ma a sentire i genitori e gli operatori è tutto sulla carta. Solo mancanza di fondi o anche di competenze? Molte volte ci viene risposto che non ci sono fondi a disposizione, “non abbiamo niente da offrire di più di quello che già fate”. La legge regionale 664 sulle non autosufficienze ha delle applicazioni diverse per ogni distretto della Società della Salute. In alcune zone più che una legge per aiutare sembra una legge per emarginare. Nelle zone “fortunate” corsi come Tma (Terapia multisistemica in acqua), musicoterapia, basket sociale, calcio sociale e così via dicendo viene dato un contributo a copertura delle spese (alte; in altre non viene neanche menzionata la possibilità di avere accesso a queste opportunità. Qualche settimana fa il gruppo regionale del Pd ha fatto una proposta per centri estivi gratuiti, un’iniziativa lodevole. Peccato che le famiglie a fine maggio si siano dovute già organizzare e molti Comuni sono in estremo ritardo per i centri estivi. Per mancanza di fondi? Ma poi i centri estivi sono veramente per tutti? Quando hai un figlio disabile ti viene risposto che “possiamo offrirti una settimana, sai l’educatore per un bambino come il tuo costa e dobbiamo cercare di garantire a tutti i bambini come il tuo la stessa equità (cioè una settimana)”, in tutta l’estate una goccia nel mare. Fortunati i genitori degli altri bambini che possono comodamente scegliere quando, come e dove portarli, Per alcuni centri estivi gratuiti, per altri “una settimana”, fondi permettendo. Tante parole, molte sbagliate e pochi, pochissimi fatti per una vera inclusione.
Mauro Casciani (un genitore di un bambino disabile)
