Consiglio: il Pd critico sul rendiconto della gestione 2025

CALENZANO – Il Pd è critico sul rendiconto della gestione 2025. E lo ha espresso in consiglio comunale. “Non stiamo parlando di un Comune in dissesto – dichiarano i consiglieri PD – ma di un bilancio che racconta una visione più prudente, più rigida e con minore capacità di investimento reale sulle priorità della comunità”. Secondo […]

CALENZANO – Il Pd è critico sul rendiconto della gestione 2025. E lo ha espresso in consiglio comunale. “Non stiamo parlando di un Comune in dissesto – dichiarano i consiglieri PD – ma di un bilancio che racconta una visione più prudente, più rigida e con minore capacità di investimento reale sulle priorità della comunità”.

Secondo il Pd dal confronto con il rendiconto 2024 emergono infatti diversi aspetti critici: “forte riduzione del risultato della gestione ordinaria; aumento della rigidità del bilancio; crescita dei residui e del fondo crediti di dubbia esigibilità; aumento della pressione derivante dagli accertamenti tributari; minore forza degli investimenti su scuola, sociale, cultura e sicurezza territoriale”.

“Sul fronte sociale – dice il Pd – abbiamo richiamato i dati della scheda SOC26, nella quale il Comune stesso certifica che il livello dei servizi sociali erogati resta inferiore rispetto al livello di riferimento previsto, nonostante l’aumento delle fragilità e degli utenti presi in carico”.

“Crescono bisogni sociali, – prosegue la nota – vulnerabilità economiche e situazioni legate alla disabilità, ma nel rendiconto non emergono nuovi investimenti strutturali, nuove figure professionali o un reale rafforzamento dei servizi”.

Per il Pd è “forte anche il passaggio sulla politica tributaria e sugli accertamenti Imu”.

“Distinguere tra lotta all’evasione vera e recuperi retroattivi derivanti da cambi interpretativi è fondamentale. – prosegue la nota – La certezza e la correttezza nei confronti dei contribuenti devono restare principi centrali dell’azione amministrativa”.

Il gruppo Pd ha inoltre criticato la scelta dell’amministrazione di chiudere l’accordo transattivo con Eni senza procedere alla costituzione in giudizio del Comune dopo l’esplosione del 9 dicembre 2024.

“Di fronte a una vicenda che ha segnato profondamente Calenzano, riteniamo che la costituzione in giudizio fosse un atto doveroso di tutela istituzionale e morale della comunità. – prosegue il Pd – Un risarcimento economico non può sostituire fino in fondo il ruolo che il Comune avrebbe dovuto svolgere nella richiesta di verità e responsabilità”.

Per quanto rigurarda la sicurezza idrogeologica del territorio, il Pd sostiene che “dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito Calenzano, in particolare quello del marzo 2024, ci saremmo aspettati un salto molto più forte negli investimenti strutturali sulla tutela del territorio e sulla prevenzione del rischio idraulico. Dal rendiconto emergono ancora soprattutto manutenzioni e interventi frammentati, ma non una strategia organica di messa in sicurezza”. Per la scuola invece, “restano forti dubbi sull’avanzamento concreto del progetto della nuova scuola della Fogliaia, – prosegue la nota – a fronte di un mutuo importante già acceso, mentre sulla Don Milani continuano ad emergere interventi frammentati senza una ristrutturazione complessiva attesa da anni”.

Il Partito Democratico ha infine rivendicato il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni negli anni della pandemia, richiamando la deliberazione della Corte dei Conti relativa ai rendiconti 2020-2021. “La stessa Corte riconosce che il Comune ha adottato le misure correttive richieste. – prosegue la nota – Quegli anni furono segnati dall’emergenza Covid, con continue modifiche normative e una situazione straordinaria per tutti gli enti locali. È giusto pretendere rigore contabile, ma è altrettanto giusto ricordare che in quel contesto furono garantiti servizi, sostegno sociale e continuità amministrativa”.

“Il punto politico vero – conclude il Pd – è quale idea di Calenzano emerge da questo rendiconto. E noi vediamo un Comune meno ambizioso sugli investimenti pubblici, sul welfare, sulla cultura e sulla capacità di progettare il futuro del territorio”.