Da Farmapiana alle elezioni, Forza Italia: “Il 2019 sarà il viatico alle regionali dell’anno dopo”

SIGNA – Una serata per parlare di Farmapiana, per provare a capire se è una risorsa per il territorio o uno strumento per la politica. Ma anche una serata per proiettarsi nel futuro, verso le amministrative del 2019 e le regionali dell’anno dopo. E’ stata quella organizzata lunedì sera all’ex tiro a volo a Signa dai coordinamenti comunali di Forza Italia di Signa e Lastra a Signa e alla quale ha preso parte anche Stefano Mugnai, parlamentare e coordinatore regionale del partito. Insieme a lui il coordinatore provinciale Paolo Giovannini, i coordinatori dei due Comuni Lorenzo Cecchi, che ha coordinato gli interventi, e Claudio Becagli, Gianni Vinattieri e Paolo Gandola, rispettivamente capo gruppo a Signa e Campi Bisenzio ed entrambi membri del coordinamento provinciale azzurro. E Mugnai, oltre a dire la sua su Farmapiana, ha voluto lanciare la sfida per le prossime tornate elettorali: “Il curriculum politico è caratteristica essenziale per entrare a far parte dei consigli di amministrazione di queste società. Dove c’è solo la volontà di fare business e trovare risorse per i Comuni. Ma noi dobbiamo guardare avanti perché le cose cambieranno anche qui, in un territorio che è lo zoccolo duro del sistema di potere della sinistra. Le elezioni amministrative dell’anno prossimo saranno il viatico alle regionali del 2020. In questi Comuni ci sono candidati che hanno fatto opposizione con grande generosità e che gli altri se li sognano. Sta a noi l’onore, il privilegio e la fortuna di interpretare il cambiamento”. In precedenza, Vinattieri, Becagli e Gandola hanno provato a entrare nei “meandri” di Farmapiana: Vinattieri, infatti, ha ricostruito l’iter che ha portato il Comune di Signa a diventare socio di Farmapiana (“Con un canone fisso di 48.000 euro per i prossimi 43 anni”) ma soprattutto con un cammino parallelo rispetto a un Comune delle stesse dimensioni come quello di Lastra a Signa dove invece “c’è stata una gara. Signa – ha aggiunto Vinattieri – rappresenta un caso unico nel panorama provinciale e lo dico partendo dal presupposto che la nostra, lo dimostrano i fatti, non è mai stata una posizione ideologica; qui, però, si registra solo un fallimento economico mentre non c’è stato alcun servizio in più”. “Molti Comuni – ha detto Becagli – hanno visto nelle farmacie degli strumenti importanti nella gestione dei ricavi. Ma per come stanno andando le cose al giorno d’oggi, ha senso che un Comune si metta a fare il “competitor” in un settore in cui la liberalizzazione ha reso sempre più complicato il mercato”. Concetti, questi, ribaditi da Gandola, che ha aggiunto: “La sinistra ha sempre avuto una gestione politica e non economica di una società che ormai è fuori tempo massimo. Ma si può fare meglio e in modo diverso: l’esempio più significativo, al contrario ovviamente, è quello di Sesto San Giovanni, in Lombardia, dove il sindaco sta vendendo tutte le farmacie e le sta privatizzando”.