Elezioni. A Sesto Acuto presenta il manifesto per Sesto Fiorenino

SESTO FIORENTINO – L’associazione A Sesto Acuto promuove una riflessione, alla luce delle prossime elezioni amministrative, sulla relazione tra Sesto Fiorentino e Firenze. L’Associazione A Sesto Acuto propone un manifesto come base di confronto con forze politiche e candidati, per costruire una prospettiva condivisa e concreta. “Negli ultimi decenni questa identità – si legge nella […]

SESTO FIORENTINO – L’associazione A Sesto Acuto promuove una riflessione, alla luce delle prossime elezioni amministrative, sulla relazione tra Sesto Fiorentino e Firenze. L’Associazione A Sesto Acuto propone un manifesto come base di confronto con forze politiche e candidati, per costruire una prospettiva condivisa e concreta. “Negli ultimi decenni questa identità – si legge nella nota dell’associazione – si è progressivamente attenuata sotto la pressione di trasformazioni globali che hanno reso più fragile il legame tra città, comunità e produzione. Oggi è necessario riattivarla, attraverso una visione che tenga insieme sviluppo urbano, cultura e struttura economica e produttiva locale”. 

Secondo A Sesto Acuto le priorità sono “lo sviluppo demografico qualificato e città attiva, promuovere una crescita equilibrata e governata, fondata sul riuso del patrimonio esistente, sul completamento urbano e su una densificazione sostenibile, soprattutto in aree degradate e con il recupero dei ‘non luoghi’ tra il Polo scientifico e la città. L’obiettivo è rafforzare la massa critica necessaria per migliorare servizi, trasporti e offerta culturale, evitando consumo di nuovo suolo e contrastando una crescita passiva e disordinata”. Altro punto su cui si sofferma l’associazione è la rigenerazione delle piazze centrali, prosegue la nota che propone di “restituire continuità e qualità urbana a piazza del Mercato e piazza Lavagnini, oggi separate anche dalla messa in sicurezza del Torrente Rimaggio. La loro riprogettazione deve integrare funzioni mercatali, spazi pubblici e sistemi di sosta, ricostruendo un vero cuore civico contemporaneo”. 

Altro punto è il centro storico, in questo caso si tratta, dice l’associazione di “recuperare i contenitori inutilizzati del centro storico e nel Polo di Doccia per trasformarli in spazi attivi che mettano in stretta relazione produzione culturale, realtà economiche e produttive del territorio, commercio di prossimità. Il cuore urbano deve diventare una vetrina dinamica del saper fare sestese, dove attività culturali e creative dialogano con artigianato e impresa, nuove forme di comunicazione e rappresentazione rafforzano l’identità locale, il commercio al dettaglio beneficia di flussi continui di partecipazione. A questo proposito la necessità di uno spazio per rappresentazioni e spettacoli teatrali risulta una necessità. L’obiettivo non è solo animare il centro, ma renderlo un dispositivo economico e culturale integrato”. 

Ed infine la “riconnessione tra città e università”. In questo caso, precisa l’associazione è necessario “integrare pienamente il polo universitario della Università degli Studi di Firenze con il tessuto urbano attraverso lo sviluppo sostenibile e misurato dell’area di Val di Rose. Servono nuove forme insediative per anziani e per le nuove generazioni a prezzi calmierati, infrastrutture e spazi pubblici capaci di costruire continuità tra ricerca, abitare e vita quotidiana. 5. L’area della Piana come infrastruttura identitaria Attribuire una riconoscibilità forte all’area della Piana, rendendolo elemento strutturale della vita quotidiana. Parallelamente, rafforzare l’asse tra polo culturale e polo scientifico per orientare i flussi formativi e sociali delle nuove generazioni. Una visione Sesto Fiorentino deve tornare a essere una città che produce identità, cultura ed economia, capace di governare il proprio sviluppo senza subirlo”.