CAMPI BISENZIO – Un manifesto che tuteli i diritti degli alluvionati. E che i comitati che lo hanno promosso hanno paragonato a una sorta di “carta costituzionale” per tutti coloro che, loro malgrado, con acqua e fango hanno dovuto farci i conti. Anche più di una volta. Nato da un’idea del comitato Arca di Noè, ha raccolto via via le adesioni degli altri comitati che riuniscono i cittadini campigiani (Santa Maria – La Villa, Via Cetino – Via Campanella, Alluvionati campigiani 2023 – Il Racchio e Alluvione Campi 2023). Ma anche del comitato Bagnolo per l’alluvione, nel Comune di Montemurlo, e di realtà attive al di fuori della Toscana, come in provincia di Ravenna o di Udine.
Il manifesto, infatti, presentato nel Foyer del Teatrodante Carlo Monni, fonda le proprie basi dall’assunto che i diritti delle persone vittime di eventi alluvionali sono i medesimi di tutti gli altri individui e “comprendono la parità di accesso all’informazione, la dignità, l’ascolto, il soccorso e il lavoro. L’obiettivo del manifesto è quello di articolare i principi generali riconosciuti universalmente in diritti effettivi che possano trovano una loro concreta espressione in determinate situazioni e, in alcuni casi, tracciare le strade da percorrere affinché tutto ciò trovi riscontro nella realtà”. Non a caso, l’obiettivo è quello di farlo conoscere anche nelle altre regioni italiane, in modo che l’attenzione resti davvero alta. Da parte di tutti.
Il documento è suddiviso nei seguenti temi: dignità, ascolto, accesso all’informazione, partecipazione e pianificazione, manutenzione prevenzione (sicurezza) e responsabilità anche di chi governa il territorio: “Tutto ciò deve trovare idonea attuazione con la formazione di tecnici e politici, con lo snellimento delle procedure, con l’introduzione di norme speciali”. Il manifesto, infatti, “è nato dall’esperienza di chi ha vissuto la tragedia delle alluvioni e tutto quello che ne è seguito, cioè le mille problematiche che hanno reso un calvario senza fine il post alluvione e durante il quale, assai spesso, le vittime hanno dovuto fare i conti con una distanza notevole tra i loro problemi e le loro esigenze da una parte e chi rappresenta le istituzioni e anche le persone non alluvionate dall’altra. Un’esperienza vissuta e condivisa, tristemente, dai rappresentanti dei comitati firmatari che, di fatto, hanno deciso di alzare la voce riunendosi per gridare “Anche noi esistiamo”, mettendo nero su bianco, sia pure in modo sintetico, sul fatto che gli alluvionati, nella pratica, non hanno gli stessi diritti degli altri individui e che questo non deve mai più accadere”.
Con tante richieste, a partire dalla “formazione obbligatoria in materia specifica di difesa idraulica per coloro che rivestono cariche politiche con conseguentemente sensibilizzazione del rischio idraulico e idrogeologico, pena il decadimento dalla loro funzione”. Ma anche “snellimento delle procedure burocratiche per giungere a pianificare gli interventi e/o progetti necessari e la loro esecuzione. Concertazione effettiva tra comuni e Città metropolitane per realizzare a monte interventi di mitigazione del rischio idraulico (ad esempio casse di espansione o indennizzo per terreni agricoli allagabili di proprietà privata). Investimenti maggiori per manutenzione e prevenzione in materia di difesa idraulica, investendo maggiormente su quanto già edificato e riducendo il consumo di suolo che, oltre a garantire una maggiore permeabilità di quest’ultimo, di conseguenza maggiore prevenzione, anche una riduzione dei costi per prevenire e manutenzionare il territorio, concentrando pertanto maggiori risorse su quanto già esistente e, quindi, colmando lacune di carattere finanziario. Esattamente l’opposto, cioè, di quanto finora spesso fatto”.
Presenti anche i rappresentanti della Polizia locale e dell’amministrazione comunale (il vicesindaco Federica Petti e gli assessori Daniele Matteini e Simona Pizzirusso), fra cui il presidente della commissione consiliare speciale temporanea sull’alluvione, Marco Monticelli (FareCittà), e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Claudio Gemelli. “Serve una migliore organizzazione nella rendicontazione e nell’erogazione dei rimborsi”, ha evidenziato il primo, “c’è una struttura commissariale che non sta funzionando a dovere”, ha sottolineato il secondo, con particolare riferimento al presidente Giani. Confermando entrambi, di fatto, ciò che i comitati chiedono fin dal primo momento: una maggiore attenzione nei loro confronti.

