SIGNA – “Nonostante le promesse più volte ripetute, si negano alle opposizioni gli strumenti e i mezzi per assicurare l’esercizio democratico delle loro funzioni”: la denuncia arriva da Fratelli di Signa, dal capogruppo Marco Colzi e dai consiglieri Luigi Forte e Mauro Golini, che poi spiegano: “La commissione di controllo e garanzia, pilastro fondamentale per vigilare sull’operato della giunta, promessa dal sindaco a inizio consiliatura è ancora un fantasma. Smentiamo categoricamente la scusa secondo cui servirebbe un nuovo regolamento per farla nascere: l’istituzione è già prevista e perfettamente attuabile secondo lo Statuto vigente e la normativa nazionale (Tuel). Serve solo senso delle istituzioni, amore per la democrazia e rispetto per la parola data. La bozza di nuovo regolamento proposta dalla maggioranza è una “polpetta avvelenata”.
“Ci hanno proposto un regolamento-bavaglio, – spiegano i tre consiglieri – volevano istituire una commissione dimezzata, con poteri limitati, e in pari tempo dare un taglio drastico ai nostri diritti: passare da tre atti presentabili per singolo consigliere a soli tre atti per l’intero gruppo. Un tentativo inaccettabile della maggioranza di ridurre la nostra capacità di proposta e di controllo. Abbiamo detto no a questa proposta liberticida a inizio estate e da allora né il sindaco Giampiero Fossi, né il presidente del consiglio comunale Alberto Cristianini hanno riconvocato il tavolo di lavoro”.
“A questo – concludono – si aggiunge il diniego di spazi per i gruppi di opposizione: spazi più volte promessi ma mai messi a disposizione. Le stanze per l’attività dei gruppi, individuate da tempo nell’ex comando della Polizia locale sono chiuse e inutilizzate, ma con una serie infinita di scuse pretestuose ci viene impedito di entrarvi. È un trattamento che colpisce noi e anche il gruppo di Uniti per Signa. Non è un dispetto personale, è un muro alzato dall’amministrazione Fossi tra le istituzioni e i cittadini, per impedirci di ricevere i nostri concittadini e lavorare sui documenti. Se l’amministrazione Fossi e il Partito Democratico non hanno nulla da nascondere, smettano di inventare scuse, aprano quelle porte e attivino subito la commissione di controllo. La democrazia non è un gioco e i cittadini di Signa meritano rispetto”.
