Giulia Caminito in “Elsa bambina”, al Teatrodante Carlo Monni un monologo tra infanzia, immaginazione e nascita della scrittura

CAMPI BISENZIO – Sarà la scrittrice Giulia Caminito, già vincitrice del Premio Campiello 2021 con “L’acqua del lago non è mai dolce” e finalista al Premio Strega 2021, la protagonista del prossimo appuntamento di CaRa – Campi Racconta, la rassegna che unisce letteratura, pensiero e partecipazione al Teatrodante Carlo Monni: mercoledì 6 maggio alle 18, Caminito interpreterà “Elsa […]

CAMPI BISENZIO – Sarà la scrittrice Giulia Caminito, già vincitrice del Premio Campiello 2021 con “L’acqua del lago non è mai dolce” e finalista al Premio Strega 2021, la protagonista del prossimo appuntamento di CaRa – Campi Racconta, la rassegna che unisce letteratura, pensiero e partecipazione al Teatrodante Carlo Monni: mercoledì 6 maggio alle 18, Caminito interpreterà “Elsa bambina”, monologo tratto da “Amatissime” (Bompiani, 2025), introdotta da Federica Petti e Sandra Gesualdi in un incontro che intreccia letteratura, memoria e formazione dell’identità. Ispirato agli scritti infantili di Elsa Morante, il monologo ripercorre gli anni dell’infanzia della scrittrice a Roma, tra i quartieri di Testaccio e Monteverde. Al centro, una bambina dalla fantasia vivace e dall’intelligenza precoce, qualità riconosciute dagli adulti ma spesso motivo di distanza e incomprensione tra i coetanei. Elsa cresce così in una condizione di solitudine, percependosi diversa e sviluppando un rapporto complesso con sé stessa, tra disagio interiore e desiderio di affermazione.

Attraverso giochi immaginari, invenzioni crudeli e visioni scintillanti, prende forma un mondo personale che diventa rifugio e strumento di resistenza. È in questo spazio creativo che si intravede la nascita di una voce letteraria libera e senza timori, capace di trasformare l’estraneità in forza espressiva. Giulia Caminito è autrice di romanzi, racconti e libri per ragazzi, con “Amatissime” (2025), raccolta di saggi biografici e autobiografici dedicati alle grandi scrittrici del Novecento, prosegue il suo percorso di indagine sulle figure femminili e sulla costruzione della voce narrativa, da cui prende vita appunto il monologo “Elsa bambina”.