“Il libro del rifugio” – San Mauro, due mesi dopo. E il caffè al bar è ancora più buono

SIGNA – Un sammorese doc e un altro che a San Mauro ci lavora da qualche anno. Ho scelto loro due – non me ne vogliano gli altri – come “illustrazione” di questa voglia di ripartire con l’inizio della fase 2 e a conclusione del lockdown. Soprattutto perché si tratta di due bar che da […]

SIGNA – Un sammorese doc e un altro che a San Mauro ci lavora da qualche anno. Ho scelto loro due – non me ne vogliano gli altri – come “illustrazione” di questa voglia di ripartire con l’inizio della fase 2 e a conclusione del lockdown. Soprattutto perché si tratta di due bar che da lunedì scorso hanno ripreso la loro attività in paese, anche se per il momento solo da asporto. “Il Caffè del Trebbio”, presso il circolo Sorms, in piazza Ciampi, e il bar gelateria “Lecca Lecca” (che però era rimasto aperto per la vendita dei tabacchi), in via dell Croce. Era il 13 marzo, un venerdì fra l’altro, quando ho fatto un giro a piedi per San Mauro e sembrava di essere in un paese fantasma. Sono passati quasi due mesi e, tutto sommato, la quotidianità della vita sta gradualmente-finalmente riprendendo vigore. Gradualmente ma al tempo stesso sospinta da una grande voglia di riemergere dal “crepaccio” in cui era sprofondata. Sorrisi “tirati”, tanta voglia di dire “ci siamo” e soprattutto un po’ di clienti in fila. Per un caffè, un cappuccino o un pacchetto di sigarette. E, per quanto mi riguarda, finalmente la possibilità di sorseggiare un caffè al bar, anzi due, visto che entrambi me lo hanno offerto, rigorosamente da solo e all’esterno del locale. Simone Gagliani, insieme a Ivan Barcia da una parte, Mario Borriello dall’altra. “Vecchie” e nuove conoscenze, ma sempre piacevoli. Vecchie e nuove abitudini che si intersecano fra di loro, nella speranza che prima o poi si fondano, se necessario, insieme per una vera ripartenza. Intanto godiamoci “‘na tazzulella ‘e caffè”, anche se il bicchierino è di plastica e bisogna lasciare il posto a chi è dietro di me. Il momento complicato naturalmente si fa sentire ma nessuno dei due intende mollare, anzi, e vuole riguadagnare il terreno perduto in questi due mesi. Lo dimostra la chiacchierata fatta insieme, lo dimostra il sorriso più sollevato al momento di salutarci. Ah, onde evitare facili allarmismi o “battutine” ironiche, i clienti in attesa all’esterno erano tutti con mascherina di ordinanza e a distanza di sicurezza. Il caffè? Più buono del solito.

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