Muschio, una fine orribile. A ritrovarlo i volontari del Chico Mendes: “Una cattiveria e una follia dilagante”

CAMPI BISENZIO – Ci sono notizie che lasciano un vuoto difficile da descrivere. Lo dimostra in modo inequivocabile la vicenda di Muschio, il caprone di 15 anni scomparso una settimana fa dal Rifugio Chico Mendes, a San Donnino, che si è conclusa nel modo più doloroso e crudele possibile. Dopo giorni di ricerche, appelli e […]

CAMPI BISENZIO – Ci sono notizie che lasciano un vuoto difficile da descrivere. Lo dimostra in modo inequivocabile la vicenda di Muschio, il caprone di 15 anni scomparso una settimana fa dal Rifugio Chico Mendes, a San Donnino, che si è conclusa nel modo più doloroso e crudele possibile. Dopo giorni di ricerche, appelli e speranze, infatti, Muschio è stato ritrovato morto, ucciso e fatto a pezzi. In un tugurio – difficile trovare una parola più appropriata – in mezzo a un campo al confine con San Mauro. Nella zona del Ponte al Santo. Per chi aveva seguito la notizia della sua scomparsa e l’impegno che i volontari hanno messo per tentare di riportarlo a casa, si tratta di uno shock. Per chi lo conosceva davvero, per chi ogni giorno si prendeva cura di lui, il dolore è ancora più profondo. Muschio, infatti, non era semplicemente un caprone: era un compagno di vita, un animale che aveva un nome, una storia e un carattere. Era al rifugio da cinque anni ed era circondato dall’affetto e dall’attenzione dei volontari, che lo consideravano parte della loro famiglia.

Nei giorni successivi alla sua scomparsa, decine di persone hanno condiviso l’appello lanciato sui social, nella speranza che qualcuno potesse avvistarlo. Ogni segnalazione riaccendeva una speranza, ogni ora che passava alimentava il desiderio di un lieto fine. Purtroppo, quel lieto fine non è mai arrivato. E ieri pomeriggio, “attirati”, durante l’ennesima giornata di ricerche fra i campi, da un orrore nauseabondo, la macabra scoperta. “Questo – ci dice Martina, ancora sconvolta dal dolore – è il risultato di una cattiveria e di una follia dilagante. Non si può fare del male e ridurre in questo modo una creatura docile come Muschio”. Immaginare il dolore dei volontari del Rifugio Chico Mendes è difficile: chi dedica il proprio tempo agli animali lo fa con amore, sacrificio e una dedizione che spesso va ben oltre il semplice volontariato. Ogni animale accolto diventa una responsabilità, ma soprattutto un legame affettivo. Perdere Muschio in un modo tanto violento significa affrontare non solo il lutto per la sua morte, ma anche il senso di impotenza e la sofferenza provocata da un gesto di una crudeltà incomprensibile.

Quello che è certo è che i volontari del Chico Mendes vogliono andare a fondo nella vicenda. Hanno subito avvisato i Carabinieri e non hanno alcuna intenzione di fermarsi: “Vicino a dove l’abbiamo ritrovato non ci sono tracce di sangue, probabilmente non è stato ucciso qui”. La morte di Muschio, quindi, ci ricorda quanto gli animali siano capaci di provare emozioni e di creare relazioni con chi si prende cura di loro. Meritano rispetto, protezione e dignità, sempre. Per questo, oggi più che mai, il pensiero va ai volontari del Rifugio Chico Mendes, che hanno fatto tutto il possibile per ritrovarlo e riportarlo a casa. Ma anche a tutte le persone che hanno condiviso gli appelli, partecipato alle ricerche o semplicemente sperato in un epilogo diverso. Ciao Muschio, la tua storia ha toccato il cuore di tante persone e il tuo ricordo resterà vivo in chi ti ha conosciuto e amato.

Queste, invece, le parole affidate ieri sera dal Rifugio Chico Mendes a un post su Facebook: “In questo momento di dolore straziante vi chiediamo solamente di rispettare il nostro silenzio e di stringervi alla nostra comunità. Ci sono indagini della magistratura in corso. Sono intervenuti la Polizia municipale, i Carabinieri, il Comune di Campi Bisenzio. Ora siamo in attesa dell’intervento dei Vigili del fuoco e della Asl per il trasferimento del corpo presso l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana per l’autopsia che accerterà le cause della morte. Nei prossimi giorni, appena si avranno informazioni più chiare sull’accaduto, vi aggiorneremo come abbiamo fatto in questa settimana atroce. Il nostro pensiero è fisso a lui, alle sue sorelle Indira, Guenda e Ganza, a suo fratello Cotone e alle sue amiche pecore a cui continueremo a garantire ogni singolo istante la libertà che Muschio ha divorato in questi cinque anni. In questo momento sono disorientate dalla perdita del loro leader, del loro saggio fratello e noi con loro. Il dolore della perdita ti butta giù, ma il ricordo di occhi testardi, liberi e assetati di vita come quelli di Muschio e di tutte le sue sorelle non ci faranno di certo mollare: Muschio ti daremo giustizia”.

Inizialmente avremmo voluto pubblicare la foto dell’esterno del luogo dove Muschio è stato ritrovato. Ma poi, in segno di rispetto nei suoi confronti e dei volontari del Chico Mendes, abbiamo preferito ricordarlo anche noi così come era in vita. Nella speranza che in una vicenda così barbara siano appurate davvero le responsabilità e venga fatta giustizia.