Pd al “contrattacco” su via Vittorio Emanuele: “Ma quali “cinque cittadini”, il ricorso lo hanno fatto in tanti”

POGGIO A CAIANO – Non si è fatta attendere la controreplica del Pd poggese, che parte da “un lungo post su Facebook del sindaco Palandri sulla vicenda del senso unico in via Vittorio Emanuele, ribadendo la sua versione dei fatti: avrebbe tentato di migliorare la viabilità, ma alcuni cittadini avrebbero fatto ricorso, vincendolo. Quello che […]

POGGIO A CAIANO – Non si è fatta attendere la controreplica del Pd poggese, che parte da “un lungo post su Facebook del sindaco Palandri sulla vicenda del senso unico in via Vittorio Emanuele, ribadendo la sua versione dei fatti: avrebbe tentato di migliorare la viabilità, ma alcuni cittadini avrebbero fatto ricorso, vincendolo. Quello che il sindaco continua a omettere è che i ricorrenti non erano soli, ma sostenuti da un gruppo numeroso di cittadini, non tutti residenti nella strada, a dimostrazione che le ragioni del ricorso erano ampiamente condivise. A conferma di ciò, la consistente adesione da parte di molti cittadini alla raccolta fondi promossa per contribuire alle spese del ricorso, segno evidente di una partecipazione diffusa e non riconducibile a “cinque cittadini”…”.

E soprattutto, aggiungono, “continua a non riconoscere la responsabilità politica e amministrativa di un provvedimento giudicato illegittimo in due gradi di giudizio, dal Tar e dal Consiglio di Stato. La sentenza del Consiglio di Stato è stata particolarmente netta: non solo ha bocciato gli atti dell’attuale amministrazione, ma ha anche riconosciuto la correttezza delle scelte della precedente, adottate sulla base di studi tecnici e finalizzate alla tutela della salute e della qualità della vita dei cittadini. Una sconfitta politica e amministrativa piena, causata esclusivamente dagli errori dell’attuale giunta”.

“Ancora più grave è stato il rifiuto del Comune di ottemperare alla sentenza, costringendo la Provincia di Prato a intervenire direttamente, sostituendosi all’amministrazione comunale e addebitandole i costi. Un fatto di estrema gravità istituzionale. Così come del tutto ingiustificate risultano le polemiche verso la Provincia per la revoca del nulla osta al doppio senso su Ponte a Mulino (nella foto), atto dovuto in base alla sentenza. Un sindaco responsabile dovrebbe lavorare per unire la comunità, non per dividerla, e dovrebbe orientare le proprie scelte alla buona amministrazione e alla legalità, non alla ricerca del consenso facile. Di fronte al problema del traffico che attraversa Poggio, servono soluzioni serie e strutturali: a partire dal Ponte alla Nave, opera strategica su cui l’attuale amministrazione continua a non assumere iniziative concrete”.

“Infine, – concludono – resta senza risposta una vicenda gravissima: l’incendio del luglio 2023 nella zona artigianale di via Lombarda, che ha prodotto macerie contenenti amianto. Il Tar della Toscana ha recentemente stabilito l’illegittimità degli atti comunali per la messa in sicurezza dell’area. A quasi tre anni dai fatti, i materiali pericolosi sono ancora lì. Chiediamo al sindaco: per quanto tempo ancora dovranno rimanere? E perché non informa i cittadini sui rischi per la salute che dovrebbe tutelare?”.