Podismo di lusso a Campi: domenica si corre il 37° “Trofeo Sanmartinese”

CAMPI BISENZIO – Appuntamento da non perdere domenica prossima, 21 gennaio, per gli amanti del podismo. Alle 9, infatti, è prevista la partenza del 37° “Trofeo Sanmartinese”, valido anche come 28° edizione del “Trofeo Martiri di Valibona”, una classica del podismo organizzata dall’Atletica Campi Universo Sport in collaborazione con Uisp e Comune di Campi. Un appuntamento a cui è prevista un’ampia partecipazione di atleti e per il quale Chiara Cuminatto, simpatizzante della società campigiana, ha scritto un breve articolo concentrandosi sulla figura di Lanciotto Ballerini.

“Domenica 21 gennaio alle 9 partirà il 37° trofeo Sanmartinese. Comprenderà una gara podistica agonistica interamente pianeggiante di 15 km e una passeggiata ludico motoria di 5 km. Sia la partenza che l’arrivo saranno presso lo stadio comunale di atletica Emil Zatopek in via di Gramignano. Da 28 edizioni l’evento è intitolato anche ai Martiri di Valibona; tra questi ricordiamo in particolare il compaesano Lanciotto Ballerini. Nasce a Campi Bisenzio il 15 agosto 1911 e nel 1935, durante l’Italia fascista, viene mandato in Etiopia a combattere la guerra. Riceve una medaglia al merito per aver salvato la vita ai suoi commilitoni e i fascisti gli fanno dono della tessera del partito che lui però rifiuta prontamente: non accettava di essere festeggiato come eroe per aver lottato e vinto qualcosa che non condivideva. Nel 1943 il Partito Comunista crea una formazione d’assalto partigiana nella provincia di Firenze e Lanciotto Ballerini ne diventa il comandante. Il 3 gennaio 1944 i fascisti attaccano a sorpresa il gruppo di partigiani che si era rifugiato in un fienile a Valibona e Lanciotto tenta una manovra di sganciamento, permettendo così a molti suoi uomini di salvarsi, pagando della sua stessa vita.
Mike Fenelli, corridore, disse: “Dividi la gara in tre parti: la prima corrila con la testa, la seconda con la tua personalità e la terza con il cuore”. Lanciotto Ballerini ha combattuto la battaglia di Valibona proprio così: ha valutato con la testa cosa fosse necessario fare per vincere, ha preso la decisone coraggiosa, tipica del suo carattere, di sacrificare qualcuno e infine ha scelto col cuore, mettendo se stesso in quella posizione, a difesa dei compagni. Nelle Olimpiadi del 2016, Nikki Hamblin aiuta Abbey d’Agostino a rialzarsi dopo una caduta: compie queste stesse tre azioni decidendo di fermarsi ad aiutare l’avversaria piuttosto che qualificarsi lasciandola a terra. La corsa e l’atletica in generale sono sport individuali perché se vinci o se perdi dipende solo da te e perché, anche quando non arrivi sul podio, puoi superare il tuo record personale. A volte sai già a inizio gara che ci saranno concorrenti più veloci di te, ma corri ugualmente per dare il tuo massimo e vincere una sfida. Però è anche uno sport di gruppo, perché sai che chi si allena e chi gareggia accanto a te affronta esattamente le stesse paure, sensazioni, gioie, difficoltà. E questo crea un legame che in altri sport, dove ognuno ha un ruolo diverso, non può esistere.
Questo evento avrà un numero preciso di vincitori, ma auguriamo a tutti voi partecipanti di vivere l’intera giornata con lo spirito giusto: di arrivare in fondo sentendovi orgogliosi della testa, della personalità e del cuore coi i quali avete corso”.

Chiara Cuminatto