FIRENZE – Costruire una filiera sempre più strutturata, tracciabile e circolare, per la gestione dei rifiuti tessili, anticipando le future direttive europee e mettendo a sistema distribuzione commerciale, industria e impiantistica. È questo l’obiettivo del protocollo di intesa sottoscritto oggi da Plures, Federdistribuzione, Confindustria Toscana Nord e Confindustria Toscana Centro e Costa per avviare un progetto pilota dedicato alla raccolta selettiva dei rifiuti tessili e al loro possibile recupero industriale. L’accordo nasce in una fase di profonda trasformazione normativa a livello europeo. La revisione della Direttiva Quadro Rifiuti introduce infatti nuovi sistemi di responsabilità estesa del produttore per il settore tessile, prevedendo modelli strutturati di raccolta, tracciabilità, riuso e riciclo dei materiali post consumo. In questo scenario, la Toscana e il distretto tessile pratese puntano a proporsi come territorio di sperimentazione avanzata, anche grazie al nuovo hub tessile promosso da Plures e in fase di completamento a Prato, destinato a diventare uno dei nodi strategici della futura filiera circolare del tessile.
Il protocollo prevede l’avvio di una sperimentazione per individuare modalità efficienti di raccolta selettiva dei rifiuti tessili presso punti vendita e realtà della distribuzione, anche attraverso contenitori di nuova progettazione, accompagnata da attività di analisi qualitativa dei materiali raccolti e dalla valutazione delle possibili applicazioni industriali per il riuso e il riciclo. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla comunicazione e alla sensibilizzazione dei consumatori sui temi della sostenibilità e della corretta gestione dei materiali tessili a fine vita. L’obiettivo è duplice: da una parte incrementare quantità e qualità della raccolta differenziata tessile, dall’altra contribuire a costruire una filiera industriale capace di trasformare gli scarti in nuova materia prima seconda, rafforzando competitività, innovazione e sostenibilità del distretto manifatturiero toscano. I materiali raccolti saranno destinati all’Hub tessile toscano promosso da Plures, una volta operativo, oppure ad altri impianti individuati dalla Multiutility.
“L’Europa sta cambiando profondamente il modo in cui dovranno essere gestiti i rifiuti tessili e la Toscana ha tutte le caratteristiche per giocare un ruolo da protagonista in questa trasformazione, – dice Lorenzo Perra, presidente di Plures – questo protocollo rappresenta un primo passo concreto per costruire una filiera integrata che unisca raccolta, tracciabilità, innovazione industriale e recupero di materia. Il nuovo Hub tessile che inaugureremo a Prato nasce proprio con questa visione: non un semplice impianto, ma un’infrastruttura strategica al servizio dell’economia circolare, del distretto manifatturiero e delle future sfide europee sulla sostenibilità del settore tessile”.
“L’avvio di un progetto pilota in questo importante polo territoriale in Toscana rappresenta un passaggio concreto e significativo per costruire un percorso virtuoso nella filiera del tessile, – aggiunge Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione – questa iniziativa consente di mettere a sistema competenze industriali, distributive e logistiche per sviluppare modelli innovativi di gestione dei prodotti tessili a fine vita, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità, la tracciabilità e l’efficienza lungo l’intera filiera. Il progetto assume rilevanza strategica anche in vista dell’introduzione nei prossimi mesi della normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) nel settore tessile, perché permette di sperimentare soluzioni operative concrete, favorendo le sinergie tra i comparti industriale e distributivo, oltre a sostenere l’economia circolare e la valorizzazione delle eccellenze produttive del territorio”.
“Con la firma di questo protocollo non solo mettiamo al centro della transizione circolare l’industria tessile, ma valorizziamo il principio di prossimità per garantire efficienza logistica e competitività al nostro territorio, – spiega Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa – attraverso la tracciabilità e l’innovazione tecnologica, possiamo puntare a trasformare i rifiuti in materie prime seconde di alta qualità. L’obiettivo è realizzare un sistema che unisca efficacia ambientale, fattibilità tecnica ed economicità, trasformando in questo modo una sfida ambientale in un’opportunità di innovazione tecnologica e competitività per il nostro manifatturiero e, nello stesso tempo, promuovendo una cultura della sostenibilità tra i consumatori”.
“Il distretto tessile di Prato è, per storia e volumi, il leader europeo nel riuso e nel riciclo tessile: è dunque la sede naturale e logica per l’insediamento di un Hub di questa portata. Questa infrastruttura non deve però essere un’entità isolata, ma deve integrarsi e collaborare strettamente con il nostro sistema produttivo per agire come un vero “booster” dell’economia locale, – conclude Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord – è importante che vi sia una relazione stretta fra l’Hub e il sistema produttivo locale, certamente quello tessile pratese ma, per possibili riutilizzi di alcuni specifici materiali, anche con il cartario e il calzaturiero, settori ben presenti nel territorio di Confindustria Toscana Nord. Una relazione che parta dalla funzione basilare dell’Hub, quella di promuovere il riciclo dei materiali e di farlo in una condizione di prossimità con le aziende che con quelle tipologie di materiali effettuano concretamente le operazioni di riciclo. Un aspetto altamente qualificante dell’accordo è comunque anche quello per così dire a monte, che ha al centro Federdistribuzione e che prevede l’impostazione di una raccolta di materiali quanto più possibile corretta e finalizzata al riciclo. Di profilo altrettanto elevato l’obiettivo di trasformare l’hub in un volano per la ricerca applicata, capace di generare nuove opportunità imprenditoriali nel segno dell’economia circolare. Questo progetto pilota è veramente il primo passo per definire procedure operative d’eccellenza con l’auspicio di rendere la Toscana il punto di riferimento per le future sfide della moda sostenibile in Europa”.
