FIRENZE – Si fa sempre più caldo il dibattito intorno al nuovo acquisto della Fiorentina, Manor Salomon, e alle parole scritte ieri un un post su Facebook dall’assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino, Jacopo Madau (Solomon in viola: per l’assessore Madau “non è il benvenuto”. Montelatici: “Parole indegne per chi ha una carica pubblica” – Piana Notizie). Dibattito che a Palazzo Vecchio ha infiammato gli animi nel centrodestra. Ma non solo. “Prendiamo le distanze da tutti gli attacchi alla persona e al professionista Solomon, – dicono in una nota congiunta i gruppi di Centrodestra e civici a Palazzo Vecchio Fratelli d’Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia, Noi Moderati – al quale auguriamo di aiutare la sua nuova squadra, a maggior ragione quando provengono da personalità delle istituzioni e invitiamo la giunta Funaro e lo stesso sindaco Funaro, sindaco metropolitana, a fare lo stesso, dissociandosi e chiedendo le dimissioni di chi si fa scudo del suo ruolo istituzionale per interventi a briglia sciolta e colmi d’odio. A Firenze e dintorni, constatiamo con sgomento, sulla questione mediorientale sono letteralmente saltati gli argini e tutto sembra permesso: per ora sono parole, ma i violenti si nutrono di legittimazione istituzionale. A pochi giorni da quando è stata smantellata, con un’eccellente operazione del Ministero degli interni, la rete di Hamas in Italia, forte di appoggi anche trasversali e istituzionali, una rete che aveva base anche a Firenze, ci preoccupa il clima d’odio verso Israele e gli israeliani in città. Se non si può mettere un freno a tutta la stupidità che circola in rete, è compito delle Istituzioni dare il giusto esempio. Funaro, è tempo dei fatti e non delle parole”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Alberto Locchi, capogruppo di Forza Italia: “Salutiamo con affetto Solomon come nuovo giocatore viola come abbiamo sempre fatto nei decenni con tutti i nuovi arrivati nella nostra squadra. Chi vuol mischiare la politica col calcio lo fa solo a scopo strumentali. Tanti sono i giocatori di calcio che, nella nostra storia, non hanno avuto problemi ad esternare le loro ideologie ma la casacca viola, se indossata con orgoglio e se a fine partita è intrisa di sudore, deve piallare ogni ideologia. Questo è il calcio sennò è la fine”. “Preoccupa – queste invece le parole di Luca Santarelli (Misto – Noi moderai) – questa politica che manifesta antisemistimo con una semplicità disarmante, senza rendersi conto che quello che viene espresso non è un messaggio politico contro un Governo, ma un attacco a una persona fatta di carne ed ossa. Ma chi parla così, chi chiede di bandire i farmaci prodotti in Israele, chi chiede di sospendere ogni rapporto con l’imprenditoria, la cultura e lo sport di Israele ha studiato il nazismo? Sa cosa sia stato? In conclusione, se confermate, queste parole di critica territoriale nei confronti del nuovo acquisto della Fiorentina Manor Salomon, da parte dell’assessore alla cultura devono essere condannate e auspico che il sindaco di Sesto Fiorentino gli ritiri le deleghe”.
“Essere cittadino israeliano – hanno aggiunto Alessandro Draghi, consigliere di Fratelli d’Italia, e il capogruppo di Fratelli d’Italia a Sesto Fiorentino Stefano Mengato – non è una colpa. L’assessore Madau, che ha espresso critiche territoriali, sul calciatore acquistato dalla Fiorentina Manor Solomon pensi ai problemi di Sesto Fiorentino. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla cultura di Sesto Fiorentino. Un benvenuto alla Fiorentina a Solomon ed a tutti coloro che arriveranno nel mercato di gennaio”.
Infine le parole del consigliere di Italia Viva – Casa Riformista, Francesco Casini: “Le affermazioni dell’assessore Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica “colpa”, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo. Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata “non benvenuta” per la propria nazionalità o origine, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare. Il ripetersi di messaggi di questo tipo contribuisce ad alimentare un clima che normalizza l’intolleranza e rende sempre più sottile il confine tra critica politica e razzismo. È un rischio che come società democratica dobbiamo respingere con forza, soprattutto in un momento storico così delicato. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di misurare le parole e di promuovere rispetto, non esclusione. Per questo ritengo che dichiarazioni di questo tenore siano politicamente e istituzionalmente inaccettabili. La ricerca di facile visibilità o consenso non può mai giustificare affermazioni che colpiscono i principi fondamentali di convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica”.
