SESTO FIORENTINO – “Il cuore del mio programma sta nella centralità della persona e i servizi alle persone sono la priorità del mio impegno. Sesto Fiorentino è sempre stata città attenta alle necessità della propria comunità. I servizi attivi sono assai numerosi, ma sono sicuramente da pensare e ripensare al passo con i tempi e con i bisogni in continuo mutamento”: a dirlo è Alessandro Martini, candidato sindaco di Sesto Riformista (nella foto con tutti i candidati), che dopo domani, giovedì 21 maggio, alle 18, chiuderà la propria campagna elettorale al circolo Zambra. Appuntamento in cui sicuramente illustrerà le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi a sindaco e che sintetizza anche qui.
“Tutto parte dall’ascolto. In coerenza con la mia storia personale e le esperienze lavorative e amministrative che ho avuto modo di realizzare, mi impegno ancora e con rinnovato entusiasmo a dare impulso alle politiche per le famiglie e ai servizi per l’infanzia e per gli anziani. È strategico promuovere sempre più l’incontro tra le generazioni: per questo vorrei realizzare uno spazio permanente di incontro quotidiano tra bambini e anziani con l’obiettivo, per gli e per gli altri, di favorire nuovi stimoli, attività condivise, laboratori creativi, percorsi all’aperto. Il benessere e la coesione sociale passano da qui. Siamo dentro a un inverno demografico che le istituzioni non possono ignorare e che richiede un supplemento di progettualità politica trasversale”.
“Sarò vicino ai più fragili, di ogni età. È ciò che mi sta più a cuore: lavorare concretamente per costruire percorsi di prevenzione, cura e autonomia. Il nostro territorio è ricco di esperienze che vanno sostenute e rilanciate con adeguate risorse e programmazione. Tra queste, penso ad esempio al Centro diurno Alzheimer Luigi Amaducci, che nel 2027 compie 20 anni, al Centro per le famiglie Il Melograno che deve essere sempre più un riferimento per la cittadinanza e per i genitori di ieri, di oggi e di domani”.
È fondamentale rafforzare l’impegno per mettere in rete e supportare, anche come amministrazione comunale, tutte le realtà associative e lo straordinario mondo del volontariato locale. Penso, in modo particolare, a unire le forze per generare insieme patti educativi di comunità in tutti i nostri quartieri e favorire alleanze tra scuole, famiglie e territorio. Penso a un patto per il lavoro per incentivare percorsi di inserimento lavorativo, per offrire formazione professionale insieme a quella linguistica e culturale, per supportare l’imprenditoria locale e combattere lo sfruttamento e la precarietà. Le vecchie e nuove povertà di un territorio non si vincono solo distribuendo ciò che si ha ma anche producendo ricchezza e orientandola a vantaggio del benessere di tutti e della comunità: abbiamo tutti insieme il compito, e il sindaco per primo, di “mettere il bene in Comune”…”.
