UPS: “Con il porta a porta la Taric a Signa “discrimina” il 30% delle utenze”

SIGNA – “Con il porta a porta la Taric a Signa “discrimina” il 30% delle utenze”: lo dice in una nota il gruppo consiliare Uniti per Signa, il capogruppo Gianni Vinattieri e le consigliere Monia Catalano e Gabriella Fontani, che analizzano il primo mese da quando la Taric è entrata in funzione nel nostro Comune. […]

SIGNA – “Con il porta a porta la Taric a Signa “discrimina” il 30% delle utenze”: lo dice in una nota il gruppo consiliare Uniti per Signa, il capogruppo Gianni Vinattieri e le consigliere Monia Catalano e Gabriella Fontani, che analizzano il primo mese da quando la Taric è entrata in funzione nel nostro Comune. “Un servizio – dicono – costellato di malfunzionamenti, inefficienze e opacità che spesso creano una cortina di indeterminatezza e incomprensione che condiziona i comportamenti quotidiani dei cittadini”. Per poi aggiungere: “Alcuni elementi, invece, emergono chiaramente. Come il fatto che il nuovo sistema “discrimina” il 30% delle utenze rimaste con la raccolta porta a porta integrale nelle zone dei Colli Bassi, l’area artigianale, Castello e Padule. Infatti, per il 70% delle utenze è prevista una raccolta “mista” con cassonetti di prossimità per rottame di vetro, organico e rifiuto indifferenziato. In particolare, i tecnici di Alia asseriscono che il conferimento è misurato in modo “volumetrico”: un sensore registra il volume libero del cassonetto prima e dopo il conferimento; dalla differenza dei due volumi s’ottiene il volume del rifiuto introdotto dopo il passaggio della chiavetta per l’apertura del cassonetto”.

“In sintesi, con il sistema “misto” gli utenti dovrebbero vedersi contabilizzato il volume effettivo del rifiuto indifferenziato introdotto. Diverso è il caso del porta a porta previsto per gli utenti delle suddette zone dove, tutte le volte che, nel giorno prestabilito, espongono il bidoncino grigio dell’indifferenziato, si vedono contabilizzato il volume totale del contenitore. Cioè, non li viene registrato il volume effettivo del rifiuto conferito, ma quello dell’intero bidoncino. Se, per esempio, un cittadino introduce una penna nel contenitore dell’indifferenziato e lo espone per la raccolta, Alia gli carica in bolletta i 23 litri del mastello e non l’esigua frazione di litro della penna. Pertanto con il sistema porta a porta gli utenti devono riempire il più possibile il contenitore dell’indifferenziato prima di esporlo per lo svuotamento. Ergo, devono tenersi il più possibile i rifiuti non differenziati in casa. È evidente, quindi, come i cittadini con il porta a porta siano “discriminati” rispetto a quelli con il sistema misto. Due pesi e due misure. Sperequazioni tra famiglie e ingiustizia sociale. In tutto questo, a breve, sarà chiaro che un sistema di presunta tariffazione puntuale, non può funzionare con un sistema misto a cassonetti”.