Vertenza Acca: istituzioni compatte per la tutela dei lavoratori e il loro ricollocamento

PRATO – Si è svolto questa mattina nella sede della Provincia di Prato a palazzo Banci Buonamici, il terzo tavolo di confronto istituzionale sulla vertenza Acca. “Evitato il rischio immediato della liquidazione giudiziale, come dichiarato dal rappresentante dell’azienda, la nostra priorità resta garantire il futuro lavorativo di 95 persone e combattere con fermezza ogni forma […]

PRATO – Si è svolto questa mattina nella sede della Provincia di Prato a palazzo Banci Buonamici, il terzo tavolo di confronto istituzionale sulla vertenza Acca. “Evitato il rischio immediato della liquidazione giudiziale, come dichiarato dal rappresentante dell’azienda, la nostra priorità resta garantire il futuro lavorativo di 95 persone e combattere con fermezza ogni forma di illegalità e sfruttamento”. È quanto dichiarano congiuntamente il presidente della Provincia, Simone Calamai e i sindaci di Prato, Matteo Biffoni e di Carmignano, Edoardo Prestanti a margine dell’ultimo incontro del tavolo istituzionale. L’evitata liquidazione giudiziale dell’azienda rappresenta un primo passo che consente di mantenere aperta la possibilità di dare continuità alle lavorazioni, pur all’interno di un percorso che si preannuncia complesso. Le istituzioni confermano la piena volontà di proseguire il lavoro del tavolo per individuare percorsi concreti di ricollocamento dei lavoratori e assicurare le necessarie garanzie di tutela contro lo sfruttamento. Presenti al Tavolo anche il vice sindaco del Comune di Prato, Diego Blasi, il sindacato Sudd Cobas con Luca Toscano, Sarah Caudiero e Riccardo Tamborrino e il rappresentante dell’azienda Acca, l’avvocato Fabio Beconcini.

Accanto all’impegno occupazionale, resta tuttavia alta la preoccupazione delle istituzioni locali per gli elementi emersi nel corso del confronto, che richiamano scenari legati al fenomeno del cosiddetto “apri e chiudi” e al dumping sociale. «Siamo fermamente schierati a tutela della legalità e contro ogni episodio di sfruttamento nei confronti dei lavoratori», sottolineano il presidente Calamai e i sindaci. “Il fenomeno “dell’apri e chiudi” va contrastato con tutti gli strumenti opportuni a disposizione: è una battaglia fondamentale per proteggere i diritti di chi lavora e per combattere la concorrenza sleale che danneggia l’intero tessuto economico del nostro distretto”.

Il caso dell’azienda Acca, per la sua specifica collocazione all’interno della filiera produttiva, viene individuato come un passaggio chiave non solo per la risoluzione della singola vertenza, ma come modello d’azione strategico per affrontare in modo sistemico le piaghe dell’illegalità e del dumping sociale nell’intero distretto industriale. Il Tavolo continua a lavorare e a monitorare l’evoluzione della vicenda dell’Acca. Calamai, Biffoni e Prestanti confermano che continueranno a seguire la vicenda con la massima fermezza e determinazione, mantenendo attivo il tavolo di confronto a tutela dei lavoratori e del territorio.